Pancreatica

Pubblicato: 13 febbraio 2012 da mariella tafuto in Uncategorized
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Quando eravamo poveri ci pioveva in casa.
Si disponevano secchi di plastica e pezze
davanti all’armadio in camera da letto.
Lo specchio rifletteva i secchi, i nostri
vent’ anni raccoglievano gocce e intonaco
le nostre mani versavano bestemmie
strizzando rabbiosamente stracci zuppi
– torcendoli – quasi come fossero il collo
della padrona di casa o di Agnese
che, un piano più su, calpestava esauste
riggiole sulle nostre teste, incurante
di noi e della guaina di asfalto da rifare.
Quando eravamo poveri ci pioveva in casa.
E anche adesso

che siamo poveri solo di tempo e di spirito
nella nostra casa il soffitto di un bagno ammuffisce.
Nell’altro pende immemore dell’intonaco, che poi
si sfoglia e precipita, come grandine o neve
mentre l’umido della doccia trasuda nel corridoio
sulla parete da ritinteggiare.  Anche adesso
esauste riggiole – mattonelle da cooperativa
in posa da vent’anni – fremono sotto i nostri
passi.E siamo noi, adesso, le padrone di casa
siamo noi quell’Agnese. E siamo sempre noi
impotenti, a benedire Ornella che non ha denaro
né troppa voglia di spenderlo né forse modo
di rifare i bagni dell’appartamento sopra il nostro.

[Ornella è spesso di pattuglia nel viale.
Porta a spasso un cane, le fa male la schiena
e cammina piano. Poi non ha un cazzo da fare.
Vuole vendere casa e trasferirsi a Nord-Est
dove vivono i due figli e i nipoti.
Suo marito Oreste ha un vecchissimo padre
da accudire, un padre ultranovantenne che
non ha voglia di morire. Non venderà casa
finché  suo padre vive. Attende la pensione.
Intanto tappa le falle come può – col silicone.
Ornella attende che il vecchio cane muoia
attende che il suocero muoia, e già ne piange
la perdita. Ma delle perdite nostre – quelle
nei bagni – non sembra darsi peso.]

Noi che imprechiamo tra i denti, mentre
sorridendo la salutiamo, al rientro.

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commenti
  1. margotcroce ha detto:

    poesia di denuncia,,,direi davvero pancreatica che ci inchioda alle nostre contraddizioni quotidiane,….

    benarrivata Mariella 🙂

  2. massimobotturi ha detto:

    certo, chi cerca i tramonti e i gabbiani, non li cerca da Mariella

    grande!

  3. morfea ha detto:

    complimenti un testo bellissimo *

  4. theallamente ha detto:

    qui si entra con forza nella poesia del quotidiano
    (che sia tutti i giorni, come il pane…)

  5. greta rosso ha detto:

    piace molto moltissimo 🙂

  6. llmezzanottell ha detto:

    Una poesia che colpisce e per questo è difficile da commentare. Noi ed il nostro guscio da ristrutturare, l’anima in quel guscio, l’anima come il guscio. Mi arriva tutto il significato duale corpo-spirito. A volte preferiamo veder crollare le cose piuttosto che metterle a posto un pò per impotenza, un pò per non curanza, un pò per impossibilità e a volte anche per il troppo amore. Bella Mari, molto bella. Ben arrivata e a presto.

  7. darbedat ha detto:

    cito:
    Noi ed il nostro guscio da ristrutturare/molto bella

  8. francesa coppola ha detto:

    Il messaggio è ben chiaro e il finale giunge come pugno in faccia, come quell’ipocrisia nascosta in ognuna di noi, nel pensare e non dire, nel sopportare e non agire. Piaciuta!

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