con/venendo

Pubblicato: 4 febbraio 2012 da lievolando in Uncategorized
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(endecasillabi)

dimmi di come fanno l’eco i muri
se mi spingi la notte tra le pieghe
dove tutto quel tuo volermi incrocia
lo spigolo di lume che hai negli occhi

dimmi di come bevon le lenzuola
un passo d’agrodolce che trabocca
tra questi sfondi densi di vetrate

-togli i vapori d’aliti sedotti –

che i nostri chiaroscuri in movimento
siano d’orgasmo all’ultimo dei cieli
e all’ombra del passante giù, per strada

poi stringi, stringi ancora sul soggetto
sul segno più profondo del pastello
là dove il rosso scuce d’acquolina
tiepida attesa d’alba, convenendo

commenti
  1. sericamente scrive:

    partendo dal fatto che sono per il verso libero, devo dire che la lettura mi ha regalato un certo tepore, l’erotismo che lo attraversa è di neve, la struttura la combinazione di 20 dita addestrate, vorrei uscire di casa e vedere un palloncino volare.e poi scoppiare
    Ale

    • anch’io sono per il verso libero, ma prima di imparare a scrivere quello ho “studiato” la metrica. così, ogni tanto torno volutamente a scrivere qualcosa in endecasillabi o in rima. soprattutto in certi periodi di aridità poetica. nel mio blog di rimesonetti lo definisco “il vecchio vizio di albergare ed albergarsi” (con queste 20 dita addestrate)
      non ti nego però, per un modo tutto mio di concepire i vari stili di poesia, che entrerei volentieri in una parentesi (sonetto), soprattutto dopo avere letto un articolo di F. Federici: “Studio sulla poesia di Peter Russell”. eccolo:

      http://leserpent.wordpress.com/2011/10/10/this-is-not-my-hour-studio-sulla-poesia-di-peter-russell/

      chissamai🙂

      il tuo commento mi è piaciuto tanto. quel tepore come quello che sente il grano sotto la neve
      e la metafora del palloncino riferita allo stile. ma alla fine qualsiasi disciplina artistica parte dallo studio della tecnica, per consentire di volare e poi esplodere…😉

      • sericamente scrive:

        avevo letto anche io quell’articolo,l’ho riletto. Federico è uno che merita molto, e la sua ricerca è incessante e sempre coinvolgente. Lui parla di “forma di disciplina” e questo lo capisco. Il mio dissapore per l’endecallibo e varianti nasce dai tempi della scuola, quando ti accorgevi che si scriveva solo in qualche modo. In contirnuo a vederla come una limitazione, se si scrive sempre in quel canone, se invece è una espressione di ricerca stilistica è una fattore valevole, perchè la disciplina può essere una forma di libertà. Credo comunque che sia una forma attuale, se attualizzata, ma che nasce in un periodo storico in cui l’ordine divino era cosa ben pregno, e quindi si cercava di replicare. Doveva ancora venire la corrente del “positivismo” si può aggiungere”. E poi arrivò il ‘900. Alla fine riesco a trovare una disciplina anche nel verso libero, nel senso che per me la vera disciplina è un cantiere aperto e non codificato, è liberamente modellata su di noi, abbiamo la libertà di codificarci. Gli uccelli volano sempre in stormo. Ma non si sa mai in quanti, per dove, e per quanto.
        Ale

  2. 00chicca00 scrive:

    a bocca aperta,
    non saprei mai scrivere in endecasillabi perché proprio non ne sono capace e non sempre vengo sedotta da questo tipo di versi
    per questo questa tua per me è straordinaria, non mi hanno infastidito gli endecasillabi, l’ho sentita assolutamente vicina e l’ho condivisa
    elegantemente sensuale, colorata visiva ,insomma che dirti mi è proprio piaciuta e tanto
    chicca

  3. morfea scrive:

    dio! che meraviglia.
    tutta. tutta che trabocca.

  4. llmezzanottell scrive:

    Davvero pregevole, scorre che è una meraviglia e poi bellissimo l’uso del gerundio finale.

  5. margotcroce scrive:

    avventura dei sensi…. galoppa la poesia
    bella….

  6. domandedibambu scrive:

    un mondo di echi sensoriali
    che implode ed esplode in un quadro impressionista
    ciao ciao
    Ameo’e

  7. theallamente scrive:

    ritmi d’amore: non si contano, ma non si può sbagliare…
    perfetta

    • grazie theallamente. è così: la metrica consente anche di non sbagliare. e spiego. mi capita a volte che un testo corra liscio tutto, ma su un verso mi faccia scervellare (lol). allora risolvo in due modi…. o butto il verso oppure se ci tengo in modo particolare mi lascio aiutare dalla metrica. così riesco a salvarlo

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