i poeti non contano

Pubblicato: 3 febbraio 2012 da almerighi in Uncategorized
Tag:

che la carne non torni

superata dai versi

lo dimostri da ieri,

addio Szymborska,

bentornata Szymborska

nel terzo millennio

che non respira

perché non ha più sogni

dov’è via vai di curricula

nell’instabilità fissa,

i poeti non contano

ancora sognano

commenti
  1. darbedat scrive:

    i poeti , come i guerriglieri, tradiscono!

  2. theallamente scrive:

    i poeti non contano, cantano… parole che l’universo aveva già contato

  3. 00chicca00 scrive:

    Flavio l’importante è il sogno!
    quello nessuno lo potrà mai rubare o mai svilire
    neppure le male parole o gli insulti , il sogno è sempre
    “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” diceva Shakespeare nella Tempesta e credo avesse davvero ragione
    bravo come sempre
    chicca

  4. llmezzanottell scrive:

    Ciao Flavio, ti dirò….la morte di Szymborska è un fatto puramente biologico, che nulla toglierà all’immortalità della sua opera. Ciò che mi consolò una volta circa la morte in sè , fu un cartello affisso sopra una tomba al cimitero di Staglieno, scriitto a mano: ” Non mettete fiori, siamo vivi. Grazie”. E a questo proposito consiglio a tutti gli appassionati dell’arte di visitare questo cimitero perchè è un capolavoro assoluto in cui tutto vive. Per il resto, per quanto riguarda l’innesto “poeti sognatori disoccupati” , ecco…: in questa vita non è mai esistito nulla di giusto e di sognare sognano tutti, anche gli stronzi.😉

  5. morfea scrive:

    molto sentita come al sua dipartita.
    amavo la sua poesia. e adoravo lei.

  6. darbedat scrive:

    Speravo che qualcuno , incuriosito, domandasse a se stesso e poi a noi , per quale strana ragione i poeti, al pari dei guerriglieri dovessero essere ‘traditori’ Non starei a scomodare Shakespeare , che pure in parte ne è padre di questa attribuzione, neanche per il sogno; o Calderon della Barca, che pure è forse il cantore per eccellenza:- la vita è sogno-. Vorrei solo dire che I poeti , cantano/cercano/trovano (fate voi) non tanto il proprio sogno, quanto la Bellezza, al pari dei guerriglieri che cercano, donandole anchela vita, la Libertà. Ma ahimé, sia l’una sia l’altra sono introvabili, e non perché sogni, ma per la loro stessa natura di imprendibile materia. I poeti, i guerriglieri dunque, sia l’uni che gli altri, sono costretti a tradire pur di non tradire di se stessi la loro natura . I poeti non contano ? forse è parziale questo punto di vista. È il potere che conta , non la poesia, e dunque non conta ciò che conta ma ciò che …

    • llmezzanottell scrive:

      Anche secondo me Shakespeare è fuori luogo per il tempo che è oggi. A meno che non vogliamo continuare a prenderci in giro allegramente parlando di poesia come se si parlasse in una sala da the, o se non vogliamo appellarci al ruffiano spot dell’Alfa Romeo per incrementare le vendite della nuova Giulietta. E personalmente sono luoghi e situazioni da cui mi tengo distante.Perchè la poesia di oggi fa paura, atterisce come atterrisce la realtà. In questo senso il poeta che se ne distacca può essere visto come un traditore.

  7. almerighi scrive:

    i poeti (quelli veri) sono poeti, mio eroico darbedat non sono traditori o guerriglieri, sono poeti e basta, per esempio il mio siamese pur non avendo mai scritto un rigo è un gran poeta, e non ci si può far nulla, non banalizzare la categoria con paragoni così goffi, che già è molto brava a banalizzarsi da sè, oltretutto io volevo dire che i poeti non contano, non che i poeti non contano🙂

  8. massimobotturi scrive:

    forse per questo li amo

  9. darbedat scrive:

    almerighi, spero che ci sia un guerrigliero (per reciprocità) fra noi che dica che non vuole essere considerato alla stregua dei poeti…/rido)…non ho voluto affermare che i poeti sono guerriglieri, ma che come guerriglieri sono costretti a tradire, essi non possono avere padrone. Così,
    sono i Padroni che contano…questo detto in soldoni. dopo di che, non sono un poeta( ahi me! non posso tradire), spesso assumo il tono scocciante del full elisabettiano, me ne rendo conto, ma voglio solo svegliare il cane che dorme: mi piacciono le poesie che pongono di fronte alla responsabilità dell’agire. [se il mio commento ti ha offesa/o, me ne dispiaccio]

  10. almerighi scrive:

    assolutamente no, nessunissima offesa caro Darby, semplicemente parto dal presupposto che il poeta (vero – leggi alla voce Szymborska) non ha padroni perché è un signore, o una signora come in questo caso, grazie per avermi svegliato il gatto, un sorriso per nulla scocciato

    • llmezzanottell scrive:

      Interessantissima questa disquisizione tra voi, anzi dico: sia benedetta, perchè ritengo che sia proprio la disquisizione accesa a dare un valore al testo e alle idee che in esso vengono messe in gioco . Benedetto sia pure il siamese di Flavio, che concordo, come razza è forse la più poetica per eccellenza, essendo i siamesi i più chiacchieroni e canterini nel mondo felino. Scusate ma, quando si parla di gatti, mi sciolgo.

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