Pavlova Shoes

Pubblicato: 1 febbraio 2012 da attraverso in scrittura
Tag:, ,

Lei mi mise le mani sotto ai pantaloni e non trovò le mutande.
Io le toccai le tette e scoppiò l’infinito.
Lei mi chiese se me lo poteva prendere in bocca.
Io le chiesi se potevo leccarla.
Lei tappò l’orifizio mentre stavo venendo.
Io non mi accorsi se le era piaciuto ma supposi di sì.
Poi.
Lei mi lasciò in un giorno d’autunno che nemmeno una canzone l’avrebbe descritto meglio.
Lei mi lasciò che c’era un altro che aveva il nome di una stupida canzone.

Lei l’ho incontrata ieri sera che stava tornando a casa e mi ha salutato e anche io l’ho salutata.
Lei mi ha chiesto di andare a bere qualcosa e io l’ho seguita sapendo che in una sera d’Agosto, soli con moglie, figli e suoceri in ferie, il caldo che fa sperare in un temporale e i cinema vuoti con l’aria condizionata qualsiasi cosa può accadere… o ci piacerebbe potesse accadere.
Mi soffermai a guardarle le scarpe mentre bevevo ghiaccio con un po’ di coca cola e lei parlava di un libro che aveva letto.
Mi annusai rapido sotto le ascelle e anelai un passaggio in bagno.
Una doccia prima, dopo e durante qualsiasi cosa sarebbe accaduta, avrei desiderato accadesse, avrei sperato accadesse in un film o in un romanzo o in una canzone scritta da un Baglioni qualsiasi per cui lontano da me.
Lei era più bella di come me la ricordassi senza bisogno di bere una birra e allora pensai che se certe cose fossero accadute nella giusta sequenza temporale adesso lei sarebbe in ferie con i miei figli e i miei suoceri ed io ad acquisire falsi ricordi e immagini da una videocamera in HD con una chitarra in contumacia. Cioè sarebbe cambiato tutto lasciando immutata qualsiasi sostanza.

Lei si accende una sigaretta.
Ho scelto il momento sbagliato per smettere di fumare.
Lei beve il suo vino.
Ho scelto il momento sbagliato per smettere di bere.
Lei risponde al telefono.
Ho scelto il momento sbagliato per pensarmi diverso dagli altri.
Lei mi sorride e io le chiedo “Dove andiamo a mangiare?”
Lei ha scelto il momento sbagliato per mettersi a dieta: Diavolo ci sono le costine al festival. c’è la polenta poco più avanti, ci sono mucche e trattori e chili di frutta in una valle poco lontano, c’è persino una pesca di beneficenza dove le trote vengono via per pochissimo.
Lei è a dieta.
C’è un film di Pupi Avati in televisione e lei ha appena comprato la televisione con lo schermo a LED.
“Vuoi venire da me?”.
“Dovrei passare da casa a cambiarmi?”
“Perché mai?”
“Puzzo”
“Ci vediamo alle nove?”
Evidentemente puzzo davvero.
“Porto il gelato?”
“Sono a dieta”
“Per me”
“Va bene”

Perché in una notte d’estate, soprattutto se ci sono i fulmini in lontananza e le morbide colline della brianza nei dintorni può avvenire qualsiasi cosa. Può avvenire che il bianco diventi nero e che i fiori di una costruzione di stelle si trasformino in una miriade di spille mentre si telefona.
“Ti chiamo domani, stasera esco con Ciccio. Le pupe come stanno? Salutamele. Vado. Ciao”
E moglie e figli e suoceri e occhio non vede cuore non duole.
E una collina dopo l’altra pare un attimo trovarsi per le vie del centro di una Milano che coincide con l’ultima neve di primavera.
E improvvisamente accorgersi dei peli nelle orecchie, nel naso e del fatto che vent’anni sono passati per te ma anche per lei e che i ventenni si pagano cari poi a prescindere da qualsiasi assolo di chitarra si possa ascoltare.

“Ciao”
“Non pensavo venissi”
“Perché mai? Potrei perdermi ‘Regalo di Natale’ in piena estate in alta definizione su di una tele a LED”.
“Perché io sono a dieta e tu stai smettendo di fumare.”
“Vuoi forse dire che la nostra forza di volontà è impegnata in ben altre imprese”
Poi
Ci siamo baciati che ormai non c’era più nient’altro da fare.
A pensarci bene di anni non ne sono passati venti, ma venticinque e né a me né a te con indifferenza.
A pensarci bene non è stata poi una serata così indimenticabile, forse avremmo dovuto vederci ‘Regalo di Natale’ e fumare io e mangiare tu.
Mi hai messo le mani sotto ai pantaloni e ci hai trovato le mutande.
Ti ho messo le mani sotto alla maglietta e c’era qualcosa che non andava.
Me lo hai preso in bocca e non me lo hai nemmeno chiesto.
Ho provato a leccartela ma c’era un sapore strano.
Sul più bello non hai tappato nulla e non so adesso, come non lo sapevo allora, se a te ti è piaciuto o meno.
Sono scappato come un ladro nella notte.
Mi hai mandato un messaggino stamattina e c’era scritto “Come non detto “.
Ti ho risposto “…”.

commenti
  1. attraverso scrive:

    Per chi volesse ascoltare il brano che ha ispirato musicalmente questo racconto.

  2. theallamente scrive:

    il tempo passa, si cambia ma non ci si snatura. Incomprensioni incluse

  3. llmezzanottell scrive:

    Mi è piaciuto molto. Sei stato davvero abile questa volta a curare il tutto. L’aderenza al reale è perfetta e soddisfacente. Mi fai venire in mente una sorta di globalizzazione psicologica e antropologica di cui poco si parla.

    • attraverso scrive:

      Grazie. Cosa intendi per globalizzazione psicologica e antropologica?
      Io l’ho interpretata come una sorta di tutto il mondo è paese ma non solo a livello fisico ma, ormai, anche per quello che riguarda le sensazioni.

      • llmezzanottell scrive:

        Sì guarda Marco, ho utilizzato uno dei miei concetti incomprensibili per esprimere il fatto che l’incomunicabilità, il viversi l’attimo senza dare peso alle sensazioni in ballo, il considerare quasi come routine ” ora e mai più” e dunque considerare tutto fugace è un fatto acquisito ormai. Si calpesta e ci si calpesta senza volerlo, si sfiora senza toccare, senza mai fermarsi a pensare.

      • attraverso scrive:

        Non c’è tempo non c’è tempo devo andare, disse il bianco coniglio.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...