La saggezza dei sassi

Pubblicato: 1 febbraio 2012 da sericamente in scrittura
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Venne il tempo delle giunture, dei gangli denudati, dell’incompiuto passante che vive del suo sorriso e basta, delle fragole fuori stagione, dei limoni dei giocolieri Gli alberi sussurravano alle spalle, il mantello placido come la noia che si reinventa, cambia cappello, pelle, pallottoliere,
attorno, davanti, dentro
il vento salito in giostra, bambino, saggio, cadeva e rideva, sembrava volesse fare l’amore con le impronte delle dita
E si cercava la via maestra storta giusta serpeggiante,
colpo di coda, cane bagnato e felice
Una proiezione di sé stessi in cui sparire, per essere quel lumino di cartone animato
Flebile tempo compiuto
La purezza del morso
Il piacere della mela

Il brivido freddo ed atono che pulsa

Bip,,,,non è…è…Bip tutto passa di qui, tutto sparisce
E rimane l’insensato senso che ha senso, insensato sei “te”,
io sarò

sarò come l’incoerenza, coerente a sé stessa
sarò un palazzo di Buenos Aires e l’esatta postura del mio corpo dove si trova
sarò coerente alla fede dell’emozione

anche prendere le scarpe sbagliate ha senso
Pure pensare che la matematica tre secondi prima di tornare scienza sia una buffonata da prestigiatore assuefatto
Da troppi battiti
di ciglia
Ha un mazzo di 41 carte.
Ma noi sappiamo giocare bene, conosciamo il cosmo magari ma non quanta fame abbiano le bottiglie di birra lasciate vuote
L’impossibile non esiste perché tutto è possibile, l’impossibile esiste perché non esiste per noi
Magrovie avide umili infinite finite, tese al cielo ed al punto g del ventricolo preferito, sporcate di nuvole,
curate dal cardiologo pazzo di fiducia
INCONTRATO
mentre l’unico pensiero era non far colare il gelato,o, quando gli si fissava le scarpe che proprio non erano gradite
Si leggeva anche un libro forse, o si pensava per un momento che i fantasmi esistessero
Il respiro, il respiro, il suo respiro, lo sento,
lo sento

Bip…Agitato dal mare e calmato dal cielo, si vedeva il centro del cadavere felice per noi
Sorrideva, invece di decomporsi,
si è composto un po’ di più per noi

commenti
  1. margotcroce scrive:

    troppa carne al fuoco qui Ale… secondo me
    va bene che il tag (altri mondi) le dà una collocazione, ma alla lettura questo bombardamento, impedisce l’arrivo, anche se, se ne subisce il fascino

  2. sericamente scrive:

    non so Margot, il testo nasce come breve racconto spurio con inserti poetici, quindi non so se cambiarebbe il tuo giudizio..almeno ha fascino:-) qualcosa è arrivato
    Ale

  3. llmezzanottell scrive:

    Leggendola e rileggendola ti dico che la prima strofa, cioè tutta quella che antecede il primo stacco dato dallo spazio bianco è già di per sé una poesia. Il tuo intento, quello che comunichi sopra a Margot, mi era apparso chiaro già dalla prima lettura, lettura che rappresenta una storia, ma che è anche il senso di una vita intera. A questo proposito mi sembra che si avvicini molto a quella che è la ciclicità dell’esistenza ed al significato che se ne può trarre dai più. Di sicuro unico appunto che potrai farti è che la lettura infonde un senso di fluttuazione piuttosto che di rotta tenuta fino all’arrivo, una calibrazione della forma non tenuta salda, soprattutto nella parte centrale.Ma comunque ti dico, nel complesso apprezzo sempre la tua inventiva sull’immagine.

  4. sericamente scrive:

    Mmh, parla di tante cose ma non di ciclicità dell’esistenza, è un contenitore, un pò colorato, un pò buchellerato, pieno di tutto e niente. I punti di rottura sono una peculiarità dei miei scritti, non di tutti, ma di una parte si, infatti come hai notato è diviso in due il testo. Ma so a priori che che il mio scrivere non è di facile comprensione (più che storia è rappresentazione, poco ermetismo sparso), quindi ne può uscire fuori di tutto dalla lettura
    Un saluto
    Ale

  5. theallamente scrive:

    nel microcosmo della nostra mente si rispecchia l’universo… qualsiasi mondo “altro” è già qui…

  6. morfea scrive:

    io la sento sciolta…prende…è un vortice

  7. sericamente scrive:

    grazie antonella, in effetti cambierei solo un paio di piccole cose, ma un senso di ritmo ce l’ha, almeno nella mia testa, poi ognuno vede il mare muoversi in modo diverso

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