ultimatum dall’inverno

Pubblicato: 30 gennaio 2012 da Francesca Coppola in Uncategorized

a lei piace stendere sorrisi
anche se incerti sono i tappeti
ha gerarchie senza limiti
e la forza di catturare gli spazi

magari con te si parla di assenza
poi lei apre stanze persecutorie
così gli uccelli non volano
zitti in ginocchio, pregano 

e sembra quasi naturale
quel cimitero vivente anche quando
in ogni guerra incontro il tuo sguardo
e non ci sono superstiti nel dirsi ti amo
senza farci l’amore

commenti
  1. margotcroce scrive:

    quando leggo i tuoi versi, Francesca, mi sento trasportare in un mondo di vite raccontate, hai un modo “giornalistico” di poetare, particolare che ti contraddistingue
    lo snodo è quieto solo in apparenza, in realtà ogni verso è impastato di una sottile sofferenza, che se ne sta nascosta tra le pieghe

  2. ciprea scrive:

    storie sotto la scorza, immagini dentro altre a capofitto. ha ragione margot, tu racconti la strada, le cose intorno, quotidiane, la sottile sofferenza di chi parla più lingue contemporaneamente e non è ascoltato.

  3. llmezzanottell scrive:

    Direi che è un pezzo ben riuscito in cui le immagini hanno un gran bel respiro. Forse non sarei troppo d’accordo sul troppo detto ( lo sguardo, il ” ti amo” )dell’ultima strofa, ma questo essenzialmente è una mia cosa soggettiva, un mio limite forse del mio essere criptica.

  4. francesa coppola scrive:

    vi ringrazio del passaggio e del prezioso commento, chi mi conosce sa che ricerco sempre uno scambio onesto. Ha ragione Margot quando percepisce “vita vissuta” e rileva (in)sofferenza, come la dolce Mirella che mi legge ormai da tempo.
    Sai Mezzanotte, invece io sto cercando di allontanarmi dalla poesia criptica che mi ha “preso” per troppi anni. Capisco, comunque, cosa intendi, ma per il momento “la sento così”. Un caro saluto

    • llmezzanottell scrive:

      Hai ragione comunque Francesca, nel fare intendendere che sapersi aprire, e dire le cose come stanno, non è cosa scontata, ovvero richiede capacità e molta rielaborazione anche quello. Quello che cercavo di dirti è che io non ci riesco, e dunque mi trovo in difficoltà davanti a certe aperture. Mio meccanismo strano, chiamiamolo così, che quando c’è una porta spalancata, io non riesco ad entrarci. Ma sono sicura che hai capito ciò che voglio dire.

      • margotcroce scrive:

        questo dell’ermetismo cripitco della poesia è un tema su cui mi piacerebbe impaintare una discussione,. BIanca, Francesca e tutte (tutteeeeee!!! ma mi ritrovo sempre tra donne, gli uomini stanno diventando merce rara… cosa avranno tanto da fare?)

        Bianca è nel suo momento più “oscuro” dove la necessità di “nascondersi” nel verso è diventata gusto poetico tanto da respingere un poetare limpido, pulito, comunicativo, come quello di Francesca…
        questo momento lo abbiamo attraversto tutti, è una necessità di ricerca sia interiore sia artistica, un bisogno di trovare nuove forme di espressione ed accedere ad ogni tipoliogia di parole plasmondole ai nostri voleri…
        per quanto mi riguarda non disdegno nè l’una nè l’altra forma, penso che la poesia, quando sia di talento, assurga ad arte indipendentemente dal suo costrutto lineare o contorto (una volta in un commento un poeta, ancora mi ricordo il suo nick, guttemberg, parlo di un pò di anni fa,definì questa mia ricercatezza verbale “sordida” , allora non capii bene cosa volesse intendere, dato che sordido non è propriamente un termine al positivo, mentre per lui voleva esserlo, come ebbe a chiarire, ma la cosa è rimasta a girovagarmi dentro fino ad incastrarsi nella giusta accezione, sordido stava per una discesa nei labirinti delle parole, in un sporcarsi con esse, in un bagno di fango che rendeva libero di emergere il significato, ma questa discesa arriva ad un momento che si ferma, improvvisamente, leggendoci avvertiamo qualcosa che ci sfugge e non ci riconosciamo più, succede quando non è più l’anima a parlare ma la ricerca fine a sè stessa, e allora torniamo a questo limpidezza… e questo, mi pare di capire, il percorso di Francesca
        ma, per fortuna direi, i cambiamenti fanno parte del nostro esistere e la creatività non è mai
        statica

      • llmezzanottell scrive:

        Bah Marghy, non lo so…non so se sia propriamente un volersi nascondere. Ad una prima battuta direi che è un qualcosa che va da una sorta di pudore ad un gusto e ad una concezione altra della scrittura, scrittura che per me è ricerca di suono ed estetica della parola e dell’immagine. Avendo io questa propensione, certo riconosco che nel mio linguaggio c’è spesso una compressione che porta all’implosione o all’esplosione totale, ma è vero che per ora questo mi detta la mente. Scolpire, non fondere. Comunque, apprezzo come una sorta di contraddizione interiore, chi sa scrivere diversamente da me, seguendo comunque ciò che detta il proprio centro. Poi, per chiarire ancora meglio il mio punto di vista, potre dirti che il ” ti amo” non lo scriverei mai, neanche in una lettera privata al mio innamorato. Ora mi viene in mente che questa sola parola mi riporta a certi ultimatum, ovvero agli inizi di una fine.

    • sericamente scrive:

      io credo che forse erroneamente a volte si bolli ermetico ciò che è di difficile comprensione, quando semplicemente il costrutto-tema è di ampia portata o non ancora codificato (rimane il fattore personale quasi paradossale di non voler lasciar intentato niente)
      Spesso l’ermetismo voluto può trasformarsi in una forma di autocompiacimento, l’ermetismo naturale, e quindi di ricerca artistica, è solo il proprio modo personale che assume caratteri universali di rapportarci a noi e al mondo, in tutte le sue sfaccettature. Credo che il giovamento sia riusicre a creare un macrocosmo dove si fluttua senza gravità e dove finalmente ci si dimentichi di essere esseri finiti

  5. Personalmente, la vedo molto bene questa apertura rispetto alla tua cripticità di un tempo. Credo che alla fine la semplicità e la costruzione fluida sia appannaggio di molti, anche come regressione consapevole, frutto di percorsi a volte tortuosi. Sono d’accordo che la porta non si debba mai spalancare. E qui andiamo sul passo successivo, quello di inserire i “silenzi” tra le parole. Ci si arriva in modo naturale, ma così come dici tu, bisogna sentirlo.

  6. margotcroce scrive:

    non mi addentro in percorsi psicanalitici spiccioli Bianca, ti rispetto e ti stimo troppo per avvalermi, riduttivamente, di taluni schemi consolidati nello svolgimento dell’esistenza individuale.

    a me la tua poesia piace, e lo sai, se devo propendere per l’ermetismo o per la limpidezza propendo naturalmente anche io per il primo, e sottolineo naturalmente, è un fatto anche di gusto, come ho detto e come dici anche tu, ma è un fatto anche di vissuto personale, vissuto non sempre dipendente da noi stessi ma dalle vicissitudini e dalle esperienze.

    più che altro volevo sottolineare la difficoltà di esprimere un giudizio senza essere vincolati, appunto, dal nostro gusto che, a sua volta, è il risultato di una somma di fattori.
    in entrambi i tipi di composizione poetica si corre il rischio di debordare,nell’ ermetica, quello di arrivare ad un livello di contrattura e implosione (giusto termine) da impedirne ogni tipo di decodificazione emotiva, nella limpida una discesa nella banalità e del già detto che rende il tutto stucchevole e fastidioso.

    E’ vero anche ciò che sottolinea Alessandro, quando afferma che talvolta è solo la capacità di non comprendere, “l’ignoranza” a bollare come assurdo o respingente un testo..ma anche un quadro e persino una musica

  7. margotcroce scrive:

    e dai Bianca… ti amo non è mai banale e nemmeno inutile ed è necessario
    a banalizzarlo semmai sono le persone che lo sparano a cazzo in ogni situazione
    così come la parola amore….

    • llmezzanottell scrive:

      Marghy😀, certo che non è banale, anzi tutt’altro….per la banalizzazione di questa parola da parte di taluni, potrei scriverci un’enciclopedia della serie: ” pensavo fosse amore invece era un cocomero” e la beffa di tutto ciò è che finiscono sempre e comunque per squartare i cocomeri altrui😀😉 Ma con questo non vorrei apparire cinica, non lo sono affatto, anzi! Credo di aver spiegato certe mie difficoltà sul testo di Francesca o su altri testi, forse un giorno ce la farò😉

      • margotcroce scrive:

        io lo so che non sei cinica per niente🙂 Bianca, so anche che abbiamo un lato affine e contiguo che ci permette un dialogo a certi livelli…livelli nel senso di substrati🙂😉

  8. francesa coppola scrive:

    A mio avviso e per tornare al punto di partenza, sicuramente questo testo ha una certa apertura ma di lì a vederlo semplice ne passa. Personalmente è un punto d’arrivo nel mio cammino in poesia, ma questa è una storia a sé stante, che non deve di certo valere come scudo o giustificazione. Poi tutto è capire dove vogliamo arrivare, cosa vogliamo andare a “parare”.
    La mia scrittura in passato è stata definita: criptica, ermetica e per finire surreale. Ho cercato per anni di esprimermi in un certo modo, che non fosse banale naturalmente ma neanche tanto complesso da apparire un rompicapo.
    La prima impressione è che non fossi pronta e sì, poteva anche darsi che lo nascondevo apposta, come d’altronde no.
    Ho però una certa convinzione che come attraversiamo determinate fasi ( problemi, cambiamenti, malumori, gioie, serenità, inquietudine ecc.) nella vita di tutti i giorni così esse ricadono inevitabilmente in ciò che scriviamo con tutte le ritorsioni psico-analitiche del caso.
    Almeno questo è ciò che capita a me e che spesso rilevo in altri e sì, mi va di dire ti amo, ora e anche domani, perché ti amo è già poesia in sé, perché viene fin troppo svilito…
    Con questo non voglio contraddire nulla nemmeno schierarmi dalla parte di una certa poesia, ma semplicemente spiegarmi, in quanto l’argomento è fin troppo interessante.

    • margotcroce scrive:

      infatti Francesca.. e credo sia superfluo sottolineare che non è un processo alla tua poesia, ma una disamina contingente riguardo queste biforcazioni dell’arte che spesso, per non dire sempre, convivono in tutti gli artisti e i creativi nelle loro varie fasi…e se vogliamo scomodare anche i “grandi” la lista è infinita..

      mi pare, del resto, che il tuo pensiero collimi con il mio…

      approfitto anche per dire che, a mio avviso, sono questi dibattimenti i commenti necessari ad un sito di questa specie, i soli che possono fare la differenza e che possono far crescere tutti.
      è successo con la poesia di Francesca come può succedere con poesie di altri autori :):):)))

  9. francesa coppola scrive:

    e infatti! a chi lo dici, ho anch’io un forum di scrittura collettiva dove il fine è il dibattito, il solo, l’unico capace di aprire le menti e rendere la poesia “viva”. So benissimo cosa intendevi. Un caro saluto🙂

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