Vivere

Pubblicato: 26 gennaio 2012 da Francesca Pellegrino in scrittura
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Era tutto dolce maledettamente
ma non lo sapevo ancora
e adesso che so, non c’è.
Restano soltanto cose
che posso, faccio, biasimo
col rammarico nella gola
che non ho il coraggio di ingoiare.
Lo stesso rammarico
di quando tento di imparare l’inglese
ma non ho più bocche per infilarcelo.

commenti
  1. morfea scrive:

    questo è vivere si.
    bella, dolorosamente bella

  2. darbedat scrive:

    questo è vivere
    si.
    bella,
    dolorosamente bella

  3. llmezzanottell scrive:

    Terribile Francesca, terribile! Ovvio che il mio è un apprezzamento. Mi colpisce tantissimo il contrasto tra la trasparenza e l’apertura spontanea da un punto di vista lessicale e il tema dell’impossibilità, impossibilità di poter inglobare un linguaggio diverso. Queste negazioni, le adoro. Brava.

  4. massimobotturi scrive:

    il senso della verità, anche se amara, hai questo dono a volte maledetto

  5. darbedat scrive:

    Caro Raimondo,
    perfavore non inserire altre volte i tuoi testi poetici tra i miei commenti alle mie poesie.
    Grazie
    Pellegrina
    ma il mio é un commento (per tua informazione -firmato Pierre Menard alias Borges- )
    quindi la tua mail la leggo: Raimondo, per favore non fare commenti ai miei testi-
    risposta
    -obbedisco-

  6. darbedat scrive:

    “ma non ho più bocche per infilarcelo.”
    avresti preferito che ti dicessi che questo verso è proprio volgare?
    invece ti Ho detto che é bello/e come dice morphea/borges: dolorosamente bello.

  7. darbedat scrive:

    spero che mi passi il passaggio temporale ardito…ma forse meglio correggere : avresti preferito che ti avessi detto…

  8. darbedat scrive:

    se leggi in sequenza il commento di morfea e il mio …forse lo capisci, in caso contrario leggi Borges -Finzioni-

  9. darbedat scrive:

    “infilare l’inglese in bocca ” -non è un atto volgare“, “ma non ho più bocche per infilarcelo.” é volgare- sorge spontaneo: le altre bocche che fanno?

  10. attraverso scrive:

    Sarà che sono superficiale per scelta ma non ci ho trovato niente di realmente doloroso è c’è un indubbio fascino in quei tre ultimi versi che non solo non trovo assolutamente volgari, anche nella più puriginosa delle interpretazione possibili, ma li trovo oltremodo liberatori. Una sorta di rammarico sì ma con un grosso “e chissenefrega” di fondo.

    p.s. ma magari non ci ho capito nulla

  11. domandedibambu scrive:

    … for you

    LIVING

    Everything was so damned sweet sweetly
    except I didn’t know yet
    and now I’m conscious, there
    that isn’t.
    Only things I can do remain
    or doing what I do, a certain blame
    regretful in my throat
    that I’m not enough brave to swallow.
    The same regret I feel
    when trying to learn English
    not having any mouth to stuff it into.

    bacin

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