Lectio Minimalis

Pubblicato: 22 gennaio 2012 da llmezzanottell in scrittura
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La verbosità di una complessa percezione del mondo è del tempo notturno./ L’ametista stellar-vibrante  conficcata al centro profondo del capo/ che  trasforma ogni momento in una goccia di fiume il cui estuario è il sogno nel sonno/ La coscienza dolcemente ossessiva //// partita di boxe nel libro storico sull’anarchia biologica  naturale // L’orchestra emotiva non può avere un maestro di musica/ ma solo un buon fabbro che sappia saldare i pezzi/ o un leone che sbrani all’occorrenza il cuore nudo e crudo.

commenti
  1. jmarxpoetry scrive:

    O una grande sala, infinita e vuota, dove i suoni possano disperdersi nel viaggio.

    Saggia densa fluida😉

  2. morfea scrive:

    mi unisco ad andrea…la trovo incantevole

  3. sericamente scrive:

    credo che Jung ti avrebbe invitato a cena, per parlare di tut’altro, poi ti avrebbe chiesto di leggerla, lui ad occhi chiusi, in quanto il suol lavoro lo stressa. E’ la parola che trasla implode, è punto asciutto e solido, scompare, diventa sabbia fine, nera di notte, riflessa quanto basta dal faro
    Alessandro

  4. llmezzanottell scrive:

    Nel ringraziare i fratellini Andrea e Anto, mi soffermo un pò di più sul commento di Alex dato che ha tirato in ballo Jung e la questione mi sta a cuore. In effetti per natura non posso che essere filo-Junghiana dato il mio credere fermamente in una sorta di energia psichica come motore e spiegazione di tutto. Un’energia psichica, non conosciuta in toto,ma che ha appunto infinite stanze, tutte da scoprire. La fascinazione maggiore la subisco proprio da questa sorta di spazio illimitato della mente che poco ha a che fare con la coscienza. Ecco perchè ho parlato di anarchia biologica naturale. Tra l’altro ritengo che bisognerebbe riflettere sul concetto di razionalità, che non implica strettamente relazioni o associazioni conosciute e oggettive. Insomma, è una lunga storia in cui la mente è tutto, continente inarrivabile.

  5. margotcroce scrive:

    è un impasto di arte, cultura, donna e società…minimalia…, ogni rigo è un incontro fra i vari sè che ci compongono e i sè che proiettiamo negli altri
    ad ogni rilettura il senso si cavolge…nè inizio, nè fine, da qualsiasi punto parte la lettura si riesce ad arrivare
    magnifico Bianca !!

  6. come avere aghi conficcati in testa a deragliare sonno e sogni. surreale e cruda come immagine di supporto.
    “L’orchestra emotiva non può avere un maestro di musica/ ma solo un buon fabbro che sappia saldare i pezzi/ o un leone che sbrani all’occorrenza il cuore nudo e crudo.” APPLAUSI, QUI.

    quest’ultima parte, sbrana il resto per sintesi e immediatezza – da lasciarmi pensare che sia la sola necessaria. ma è perché non amo troppo i virtuosismi e la prima parte, forse, vi inciampa.

  7. Avercelo quel fabbro…che dire se non cominciare con i complimenti, per poi proseguire con assoluta percezione della tua scrittura che per chi non la conosce a volte può sembrare “gratuita” nell’uso di certe metafore e termini ma che se approfondita trascina che è un piacere.
    Credo sia l’esempio di chi vuole scrivere e ama quest’arte.
    Più che con Jung ti vedrei con Borges…;)
    P.s. Messaggio in codice ; Melancholia mi è piaciuto, non concordo su certi giudizi ad altre occasioni per i perchè di tale considerazione.
    Saluti

  8. llmezzanottell scrive:

    Grazie a tutti delle vostre parole. Comunque per come scrivo, ecco non so spiegare, ma faccio mie queste parole di Dylan Thomas che sento a me vicine, anzi no, vicinissime: “mi piaceva il suono delle parole, giusto il loro suono. Le parole, i loro simboli, i loro significati avevano un’importanza del tutto secondaria. Solo il suono importava … Mi interessavano le forme che il suono dei loro nomi prendeva nel mio orecchio… i colori che le parole mi gettavano negli occhi.”

  9. darbedat scrive:

    Procura un piacere in più commentare dopo i ringraziamenti, è come intervenire al proprio funerale per sentire i commenti: è piacere perverso gustare il sudore freddo .
    Come scrivi è un respiro, quello che mi manca

  10. darbedat scrive:

    ci sono tre parole che mute vomitano il loro significato , quasi un memento mori, che come materiale afono assorbono i suoni cristallini: ametista/emotiva/crudo: la realtà che non rinuncia a confondere

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