TUTTO, TUTTO AFFONDA

Pubblicato: 21 gennaio 2012 da Villa Dominica Balbinot in Uncategorized

Totalmente contempla, è fissa
sui neri alberi irsuti,
sulla nera acqua fremente,
osserva la pura realtà fenomenica,
e quegli uccelli senza fine,
nel rosso di questa terra…

Tutto, tutto affonda
( come lussurioso, pestilenziale)
nei vuoti cristallini

neutri passivi,
nello scorticato biancore,
nella vermiglia goccia.
La luce è fredda
– di crudeltà immota  –
straordinariamente e inumanamente
sono nostri,
tutti questi sibilanti elusivi fiori di fiamma,
lo scheletro di cristallo.
( E c’è lei,
che salmodia ferocemente,
in una lingua morta…).

commenti
  1. jmarxpoetry scrive:

    Ultimo verso a parte, il registro stona, se è una scelta arbitraria, non la condivido. Vorrei vedere di meno?

  2. jmarxpoetry scrive:

    Cercasi noumeno

  3. jmarxpoetry scrive:

    Puoi darmi del tu, ma questo blog non credo si voglia nutrire di apprezzamenti (per quello c’è facebook) quanto di punti di vista, inoltre l’ultimo verso mi è piaciuto, come ho detto.

  4. llmezzanottell scrive:

    “nello scorticato biancore,
    nella vermiglia goccia”

    memorabile zoom, ed una chiusa bellissima.

  5. darbedat scrive:

    Chi sono ,
    e potrei in vita vedere la mia testa su una picca, e il mio corpo squartato e esposto come pensiero puro
    Si , potrei .
    Come potrei negare la mia identità scivolata in mille azioni concave , perche lasciate a agire
    Azioni , io , certo, nel volere essere luogo attraversato
    Dove sono ,
    sono qui, a baciare il mio collo, a suggerne le ultime gocce di sangue, e sono li, a rapire il respiro lungo fino al tramonto
    inizio , e altro giorno
    -Chi sono- è solo un labirinto rimasto inesplorato dai numerosi fili traccianti, all’insaputa del passo
    Dove sono: è tempo percepito

  6. grazie – ancora una volta- allo sguardo di IImezzanotteII

  7. un ringraziamento particolare a darbedat per avere qui messo un intervento altamente significativo. nella sua versificazione “significante”, direi… non è da tutti, profondo

  8. sericamente scrive:

    a me è piaciuta, ci rivedo un continuo rimando metafisico incompiuto, un abbandono che il lettore non può mai nominare sicuro, e visto che mi piace immaginare, ci vedo un satiro che gioca alle 3 carte
    Alessandro

  9. morfea scrive:

    a me piace molto…la sento…
    ci sono gioielli qui…

    [ieri si parlava d’affinità in un congresso sulla poesia…ci sono affinità elettive ed altre volte no…ma c’è da dire che si accettano i complimenti come pure i commenti negativi…senza polemizzare eh]

  10. Gentilissimo Alessandro, grazie delle tue osservazioni, compreso la riassuntiva “continuo rimando metafisico incompiuto( non ho inteso. ma per mia totale ignoranza dell’argomento-il gioco del satiro con le tre carte:, ma si sa che l’immaginazione non ha limiti( e menomale, direi:-))

  11. Gentilissima morfea, grazie

    precisazione: io accetto tutto, e di più, finanche le stroncature, ecci mancherebbe, piena libertà, sono una paladina della libertà, massivamente quella espressiva, ed è questo il senso della mia risposta al commento del gentile jmarpoetry, anche se da qc può magari essere intesa in senso puntuto, come se io nn accettassi critiche ( è esattamente l’opposto)
    forse forse il commento di marpoetry a me è risultato ostico, e quindi io non altezza di risposta controargomentata ma solo di risposta – mia- riassuntiva e in generale:-))

  12. sericamente scrive:

    un elemento destabilizzante dal forte potere magnetico

  13. llmezzanottell scrive:

    Io credo che il fatto di condividere o meno un certo registro di scrittura sia una questione di gusto prettamente soggettivo. Per quanto riguarda il suono, ecco questo mi appare elemento un pò più oggettivo, ovvero la fluidità di un testo è cosa che può essere evinta immediatamente.

    • jmarxpoetry scrive:

      Accettare che non esista nulla di oggettivo è architrave della poesia…Sono sicuro che non vuoi intendere che una realtà tanto sensoriale e arbitraria come quella dell’emettere o ricevere una serie di stimoli sonori possa essere così assoluta e priva di sensibilità o che il concetto di fluidità sia così unico, asettico e scollocato da spazio e tempo.

      • llmezzanottell scrive:

        Ovvio che penso che tutto, ma proprio tutto, sia soggettivo. In realtà quando ho detto la cosa sopra, mi riferivo a un concetto un pò più terra terra, legato al significato del termine ” stonatura” che ho collegato alla cosidetta ” nota stonata” che in un componimento musicale o altro può essere evinta anche oggettivamente e dai più. Ma ok, in effetti pensandoci, anche la percezione del suono è soggettiva.

  14. darbedat scrive:

    mi domando se la percezione in se sia soggettiva, o se la soggettività sia attribuibile all’uso che facciamo di ciò che percepiamo. ciò che succede secondo me é che la traduzione che ciascuno fa di un testo o/e comunque di ogni opera di ingegno, é ridotto a commestibile cibo solo per se stessi, quando questo andrà a nutrire le memoria che, allertandosi, mettono in essere percorsi assimilabili a paesaggi quotidiani. ma se percepire é informare il nostro movimento, fornire cioè aggiornamenti per le nostre mappe , ciò che è soggettivo é il posizionamento di una determinata percezione all’interno delle nostre mappe. detto questo, nel posizionare il percepito (azione di traduzione) si evidenziano le azioni individuanti coordinate spaziali e temporali insieme, ciò che per il fruitore é il punto di vista. Dunque prima che soggettivo il percepire é oggettivo; é stabilire un punto di osservazione triangolato fra chi osserva, il reale e chi ha osservato. solo ciò che segue é soggettivo.

  15. Che bella pregnante frase; gentile Alessandro/sericamente:”un elemento destabilizzante dal forte potere magnetico”:-))

  16. gentili IImezzanotteII, darbedat. jmarpoetry:-))come si può intuire dai vostri stessi personali commenti il tema di come porsi davanti a un testo è arduo e opinabile, le possibili reazioni- tutte meritevoli di attenzione e rispetto- variano pressocchè all’infinito, proprio, forse, perchè si tende a cercare una possibile misura oggettiva in un campo altamente ambiguo come io credo sia quello della espressione/comunicazione( pur- e qui l’ambito diverrebbe ancora più ostico, -essendoci dei possibili principi iniziali, al di sotto dei quali non si potrebbe mai dire “questa cosa è meritevole di essere ritenuta bella o minimamente degna..( e mentre scrivo mi rendo conto che il discorso si avviluppa e sfugge nel suo stesso farsi:-((

    • jmarxpoetry scrive:

      Sono sempre stato affascinato dalla tesi che chiama scultura non la materia plasmata, quanto il vuoto che vi insiste sopra, questo vale più che mai per un atto poetico: spesso gli occhi sono timidi, vedono solo quello che riconoscono, soprattutto gli occhi del poeta. Ritengo che la poesia per estensione possa dirsi tale solo nella sensibilità di chi non l’ha scritta, nel bene o nel male, è vitale per l’esistenza del poeta tenerne conto, nutrirsene e anche dimenticarsene. Insomma i viaggi saranno pure i viaggiatori, ma le poesie non sono assolutamente i poeti. Lasciamoci andare dunque a tutte quelle che chiami ambiguità e andiamo oltre a tutti quei principi che dovrebbero rendere qualcosa meritevole o minimamente degni. Diamoli per scontato.

      • 00chicca00 scrive:

        @marxpoetry
        ciao, credo di conoscerti, credo!
        ” spesso gli occhi sono timidi, vedono solo quello che riconoscono, soprattutto gli occhi del poeta”
        concordo e mi piace assai come espressione!

        @ Villa Dominica Balbinot
        la poesia l’ho assaporata piacevolmente, specialmente nella parte finale e mi reso una atmosfera immaginifica davvero notevole, sul suono ne ho percepito lo scorrere a volte in controcanto e questo lo ritengo un pregio
        chicca

  17. ringrazio tanto la gentile, generosa 00chicca00:-))per ciò che dice a proposito questo mio testo, anche per il riferimento a ciò che percepisce come “controcanto”

    grazie, grazie anche per “seguirmi”

  18. llmezzanottell scrive:

    Tutto questo è molto è molto interessante, perchè al di là dell’oggettivo o del soggettivo, credo che a ognuno che sceglie di condividere ciò che scrive, suppongo importi abbastanza lo sguardo dell’altro che legge. Nel bene e nel male. A mio parere questa è la cosa più divertente, cioè vedere l’effetto che un proprio scritto fa sul lettore. Se non fosse così, credo che mi sarei ritirata in buon ordine già da un pò.

  19. ringrazio tutti i vari commentatori, ognuno dei quali mi ha fatto pervenire un punto di vista, un’angolazione, un pensiero su cui possibilmente potere meditare. con calma, ehh :-))
    ma, torno a ribadire, mi si conferma la consapevolezza che il discorso sottostante non potrà mai avere risposte univoche e valide magari per sempre. è impossibile e del resto neppure auspicabile ( e quindi piena libertà di espressione, o perlomeno di tentativo di espressione, e- dall’altra parte, altrettanto piena libertà di lettura/interpretazione/ quant’altro :-))

  20. volevo rispondere anche all’altro intervento di alessandro/sericamenteche mi è giunto per email ma qui non lo visualizzo:-((

  21. Sì, l’ho letto su email:-))
    lo riporto:

    “che sia la spiegazione scientifico-poetica della tanto oscura materia nera?
    si potrebbero costruire tesi sull’infelicità e miseria della condizione umana”

    ti rispondo, gentile Alessandro che mi piace l’accenno a un qualcosa di “scuientifico-poetico, mi sembra acuto e originale l’accostamento alla “oscura materia nera[ se hai avuto questa sens azione vuol dire che davvero un testo può nascondere suggestioni incredibili di cui lo stesso autore è totalmente inconsapevole]il lettore con le sue impressioni può arricchire il testo e questo è molto bello

    per quanto riguarda la constatazione sulle infinite tesi sulla condizione umana, si apre un campo sterminato, non credi?

    • sericamente scrive:

      e un campo sterminato sono le associazioni mentali, 100 miliardi di neuroni bastano a fare il mondo
      per quanto riguarda la condizione umana mi trasporto ad una frase di Kubrick, che dice circa cosi:
      “Non credo che l’uomo sia quello che è a causa di una società strutturata imperfettemante, ma piuttosto che la società sia strutturata imperfettamente a causa della natura dell’uomo.”
      E il problema, pure, è che ci sono troppe soluzioni sufficentemente valide, tralasciando la fortuna, e percorsa una se ne sente l’odore di un’altra
      Un saluto, Alessandro

  22. margotcroce scrive:

    oscuramente densa e pregnante come sempre…brava come sempre Dom
    un saluto

  23. grazie nuovamente a te, gentile Alessandro, per l complesso di tutte le tue- numerose- osservazioni e acuti ragionamenti

    ciao, un saluto:-))

  24. alla carissima- e sempre generosa. Margot voglio inviare un carissimo abbraccio quale mio personale segno di “gratitudine” per avere sempre “testardamente” voluto seguirmi, qvumque comparisse un mio testo:-))[ non è da tutti ,ehh un tale valoroso lettore.. te ne sono grata davvero

  25. margotcroce scrive:

    leggerti è per me oltre che un piacere artistico Dom, un tuffo nella mia introspezione più nascosta
    le tue parole hanno la potenza di spalancare una finestra su universi interiori sconosciuti…
    quindi la mia testardaggine non è solo un atto di stima nei tuoi confronti ma anche un atto egoistico da parte mia

    testardamente ti abbraccio
    margot🙂

  26. llmezzanottell scrive:

    Io confido in una tua prossima pubblicazione dei tuoi racconti Dominique. Da quel che ricordo ne rimanevo invischiata e affascinata sin dalle prime due righe. Poi per il resto, daccordo con te su quel che dici sull’impossibilità di percepire un testo, essendone date per sua natura infinite sensazioni e modalità di arrivo della parola al lettore. Ed è proprio questo, dicevo, che mi spinge ancora a leggere o a scrivere con passione.

    • Ma lo sai, carissima IImezzanotteII che tu, accennando ai miei racconti e parlandone alquanto positivamente mi dai – implicitamente, ma fortemente- una specie di spinta a rimettermi all’arduo compito ( che ha avuto delle lungaggini e delle vere perdite di tempo ahimè) a concludere l’immane compito che mi sono proposta ( sono diventata un po’ megalomane, o forse semplicemente vorrei puntare le mie energie su ciò che voglio davvero ) anche nel campo della narrazione? :-))

      quindi grazie moltissime queste parole mi serviranno nei momenti di abbattimento, davvero:-)

      al lavoro, tutti/e noi:-))( forse qs augurio è il più bello che si possa fare, in un campo oltremodo difficoltoso, credo:-))

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