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Pubblicato: 20 gennaio 2012 da Francesca Pellegrino in scrittura
Tag:

Intanto costruisco una carezza nuova
col legno delle mollette di mia madre
mentre il freddo cala un telo sui nostri giorni
e ogni cosa diventa ieri
cene sui vassoi di fame che andavo
imparando il mare della solitudine a memoria

è il vento che ci ha cambiati

insegnandoci a stare comodi dentro un abbraccio
senza spigoli e tutte quelle cose fragili.
Andavo per chiudere gli occhi, ma niente
era buio che faceva lo stridore, contro

eppure sono tornata
con il bagaglio delle cose belle
che chiudevo nelle mani
indovinando da sola dove stava la fortuna
e spesso perdevo

come quando mio padre mi faceva vincere
ma me lo diceva sempre.

commenti
  1. 00chicca00 scrive:

    è vero ogni cosa diventa ieri, e forse anche ieri diventa ogni cosa di oggi…
    il vento che riesci a farci mutare sì, mi ricorda alcuni versi della Dickinson che andavano in questa direzione
    bella sì
    chicca

  2. massimobotturi scrive:

    è il respiro complessivo, nei tuoi testi, che fa stupore

    grazie

  3. llmezzanottell scrive:

    A differenza delle altre tue, questa non mi colpisce particolarmente. Non lo so ha un che di troppo detto, troppo ingenuo. Certo, leggendoti da anni, conosco perfettamente il tuo stile, che tra l’altro ritrovo anche in questo, in cui ritrovo il tuo sguardo ed il tuo timbro pulito senza contorcimenti , in cui, dice bene Massimo, è sempre il respiro complessivo ad infondere lo stupore. Ed anche qui, ovvio che il messaggio, così come la sensazione netta di un sentire preciso arriva, ma in altre tue ti ho ritrovata più ” a punta” , ovvero con immagini più intagliate e parlanti anch’esse più artisticamente. Non lo so, forse è un problema mio….qui c’è una morbidezza scoperta che non so accettare. Abbraz ^-^*

    • E’ come per la voce, di quando si dicono le cose e il timbro accompagna le parole. Una pace non può essere appuntita, non sarebbe una pace, ma altro. Comunque mi tèmpero bene bene – così vado di punta🙂 – un abbraccio forte!!!

  4. francesa coppola scrive:

    a me ha ispirato e te ne ringrazio. Ha un incedere lento, ad immagini seppia, tipo remake. Mi piace, in particolar modo per il contenuto.

  5. darbedat scrive:

    i padri in scatola sono la mia passione, hanno tutti lo stesso sapore e tutti rispondono come se fossero colti dallo stesso albero. ricordo mio nonno che se non vedeva la fiamma non sentiva caldo , così io perdo il mio tempo allineando parole già dette, posso fare loro la barba e profumarle come si fa per una persona in coma, per mostrarle come semplicemente dette, semplicemente

  6. jmarxpoetry scrive:

    Sento la poetica del fanciullino, che non appartiene a questo tempo, ma mantiene un calore specifico

  7. morfea scrive:

    bellissima francesca.
    semplicemnte bellissima.

  8. margotcroce scrive:

    molto bella..ci sono cose che non tramontano mai nè tanto meno si smette di essere figlia

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