La pioggia

Pubblicato: 19 gennaio 2012 da morfea in Uncategorized
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L’agrume impastato nei denti e questa pioggia a ripetersi,
non toglie e non dona – resta
precoce come un pianto
nascosto sui rami o dietro cespugli freddi – scheletrici
e risuona un cardine arrugginito
[in ogni provata distanza]
questo stranire che si arrotola -come una serpe sui silenzi.

commenti
  1. llmezzanottell scrive:

    Ho sinceramente provato una certa difficoltà nel leggerla e a trovare dunque il suo suono , con gli stacchi che hai scelto dati da trattino e parentesi. Leggendola invece come se quei segni non ci fossero, il tutto mi arriva nel tuo inconfondibile stile bianco e nero sfumato.

  2. francesa coppola scrive:

    sono abbastanza d’accordo con mezzanotte, proverei una diversa versificazione, abolendo i trattini. L’aria triste, il non compiuto che poteva essere e non è stato, me la fanno apprezzare comunque.

  3. morfea scrive:

    l’uso dei trattini è una necessità che provo ora…come le mie amate parentesi quadre…
    grazie per la vostra attenta lettura

    • darbedat scrive:

      i segni scavano come armonici e pongono il dubbio, rendono i significati incerti -ricordo una strada non asfaltata e piena di buche, a ogni temporale cambiava, e ogni volta percorrerla era la prima volta. la poesia è ciò che rimane dopo un temporale, io spero sempre in molte buche-.

  4. ciprea scrive:

    trattini e parentesi danno una sospensione che soltanto apparentemente dona poco fluidità al testo. secondo me amplificano il verso, mi ci fanno soffermare, leggermente, ma quel tanto che si possa ancora leggere tra le righe, per scoprire altro, il non detto.
    e qui c’è tanto.

  5. 00chicca00 scrive:

    concordo con Mirella, quei trattini e le parentesi sono un fiato lungo, lo dilatano e le trovo nel ” testo” come se la forma diventasse come un prolungamento del tutto per recepire il non scritto nel suo insieme
    e poi io molto amo sia i trattini sia le parentesi quadre
    bella e molto
    chicca

  6. darbedat scrive:

    non ripeto le parole per individuarne l’osceno, semplicemente perché cadendo esortino con il rumore la presenza

  7. darbedat scrive:

    Mi salverò dall’isola?
    Mi salverò dai suoi sapori, ‘i suoi profumi che della mia pelle sono
    l’acqua
    Mi salverò? nel trovare riposo in una terra
    ferma e consacrata verità
    priva di sole e di lasciare
    Mi salverò! da ciò che solo lei sa offrire, (mi salverò), quando, sempre,
    offre, dicendo certe cose (mi salverò) non richiesta
    solitudine ?
    Sei, tu, sei lei isola e mare che non vuole essere
    chiede, e sto imparando , il sangue dal mutamento
    tuo a ogni respiro
    Sei isola e sei
    Isola sola e cerchi in un semplice sasso bianco
    tenero alle dita che saziano ancora, raggiunge
    tenero all’abitare e ne chiude respiro
    ti amo isola gravida e pelle mia
    aspetto , le mie lacrime

  8. margotcroce scrive:

    anche per me i trattini avvalorano il senso del testo, riescono a creare quella sospensione d’animo che sovviene quando si guarda la pioggia e incorniciano la poesia in un fotogramma sensoriale

  9. morfea scrive:

    grazie a tutti per le parole…a darbedat per le sue come briciole di pane di pollicino

  10. forma e contenuto, trattini e parentesi, sono apprezzabili davvero.
    A me raschia la lettura solo il primo verso, che sembra non scivolare – come dovrebbe la pioggia, persino quella “impastata”. Qualcosa di eccessivo che appesantisce inutilmente il verso – la cui idea, comunque, gradisco molto.
    Un abbraccio forte

  11. jmarxpoetry scrive:

    Io la trovo invece molto fluida, quasi scioglie l’idea dell’atto poetico che l’ha portata così intima su un foglio

  12. morfea scrive:

    grazie carissimi:).
    sono in fase strana…dunque prenderò provvedimenti su questa e cercherò di sistemarla.

  13. sericamente scrive:

    dico la mia, i trattini ci stanno, forse l’ultimo no. Comunque scorre bene ed un piccolo tutt’uno col titolo, come vedere la presenza poetica di un uomo in impermeabile sotto la pioggia notturna
    Alessandro

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