La lumaca, il coniglietto, la lattuga e i massimi significati dell’esistenza

Pubblicato: 19 gennaio 2012 da attraverso in scrittura
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Ecco sollevo la bocca dal fiero pasto.
Ho promesso di raccontarvi una storia ma poi bisogna essere capaci di farlo.
Ma parlavo e parlavo, mi sbattevo a parlare.

Ma la storia?

C’era una volta in una piccola casa una lumaca che andava piano piano, come d’altronde fanno le lumache, da un non meglio precisato punto ad un altro che invece era ben noto.

La storia, la storia…

Il punto d’arrivo era una grossa foglia di lattuga caduta da un piano diverso da quello della lumaca a cui, nevvero, poco importava da dove fosse caduta, l’importante era raggiungerla prima che lo facesse qualcun altro.
La lumaca si fermò a riflettere se in ‘qualcun altro’ ci volesse o meno l’apostrofo e ciò le fece perdere circa due milionesimi di lumicini, che translati nella nostra lingua corrispondono all’incirca a due milionesimi di secondo.
E’ veramente strano che due esseri che non hanno punti di contatto comuni abbiamo la stessa cognizione del tempo cosa che farebbe riflettere effettivamente sulla presenza di un’entità superiore che tutto governa o sul fatto che è una fatica anche solo pensarla un’alternativa per cui ci teniamo la nostra entità superiore che chiameremo, nel caso delle Lumache, Gran Lumacone che vive nell’immensa insalata o più semplicemente Granlu.
Per quanto riguarda noi, che siamo animali molto più complessi e che addirittura abbiamo coscienza di noi stessi, quasi tutti, ne abbiamo talmente tanti che lo chiameremo Grande Lui che è ovunque, familiarmente Granlu, no scherzo non è vero si chiama con svariati nomi ma in questa storia ci basta che ognuno di voi lo chiami come gli pare tanto  non lo nomineremo mai

La storia siiiiì la storia uhhhhhhhh la storia.

Allora dicevamo che la lumaca aveva perso due milionesimi di lumicini per pensare se “qualcun altro” volesse o meno l’apostrofo, alla fine aveva scosso le corna e si era detta tra sé e sé che non era importante e che era molto più importante raggiungere la meta: l’insalata.
Nel frattempo, sennò altrimenti una storia che si regge solo su di una lumaca che cerca di raggiungere una foglia di lattuga può facilmente perdere d’interesse, da un punto diametralmente opposto a quello dove si trova la lumaca c’è un coniglietto che è riuscito a fuggire dalla sua gabbietta e quindi anche da una fine ingloriosa e vaga per la casa alla ricerca di qualcosa da mangiare e quella foglia di insalata discesa da un sopra a cui lui sta sotto è un ghiotto richiamo.
Ovviamente un coniglietto è molto più veloce di una lumaca per cui il risultato della contesa dovrebbe essere scontato se non fosse che questo coniglietto di buona razza sì ma di scarse attitudini risulta essere:
1) Non particolarmente dotato nella corsa
2) non particolarmente dotato intellettualmente, che è normale per un coniglietto ma questi  non lo è nemmeno confrontato ai  suoi simili
3) Poco incline al raggiungimento degli obbiettivi soprattutto se auto-imposti
4) Facilmente influenzabile da chiunque si presenti a lui esordendo con un: “Non è come si crede generalmente…”.

Storia, storia, storia, storia…

Così successe che la lumaca e il coniglietto arrivarono insieme alla foglia di insalata.
Successe, anche,  che mentre entrambi stavano per addentare con gusto la foglia una forza misteriosa prendesse la stessa e la portasse nel sopra nel cui sotto stanno avvenendo le cose fino ad ora descritte senza accorgersi né del coniglietto né della lumaca che invero rivolse verso la propria entità superiore che governa il mondo parole non proprio edificanti.
Il fatto che chi avesse raccolto la foglia d’insalata girandosi sentisse sotto al suo piede destro il classico rumore che fa una lumaca quando viene schiacciata potrebbe essere letta come prova dell’esistenza dell’entità superiore di cui al punto uno e soprattutto che non è che sia poi così benevola come sostengono i suoi seguaci. Altresì considerando che se la lumaca non avesse perso quei due milionesimi di lumicini soffermandosi su quel  ‘qualcun altro’ con o senza apostrofo sarebbe ancora viva si potrebbe affermare anche che è sempre meglio non perdere tempo in inutili quesiti ma badare sempre al sodo.
In quanto al coniglietto continuò a vagare per casa fino a quando non fu ritrovato e rimesso in una gabbietta e mangiato di lì a non molto che pare essere un tempo molto più lungo di: di lì a poco.
E la storia?
Be la storia è finita d’altronde è semplicemente la storia di un lumaca e d un coniglietto, mica di Giulio Cesare e Cleopatra.

commenti
  1. ciprea scrive:

    io la definirei estremamente gustosa, appetitosa, con sbaffi di sorriso, questa storia. e per la fine ingloriosa dei suoi protagonisti? beh, mica di solito ne facciamo una migliore noi?…

  2. llmezzanottell scrive:

    Mi fa sorridere questa storia, anche se però mi chiedo il significato metaforico preciso di questo raccontare sull’essere più lento in natura e il cosidetto ” vigliaccone pauroso” che però quando si tratta di sgranocchiare, le palle sa anche tirarle fuori. Bisogna badare al sodo, questo è tutto sì, in questa vita che non si differenzia molto dal modello ecologico preda-predatore. Però, ti confesso che quando hai parlato delle ” corna” della lumaca, mi sono illusa su un possibile colpo di scena,,,,e sono qui a domandarmi: meglio avere un paio di corna o di antenne? ^.- *

    • attraverso scrive:

      Un sorriso da parte del lettore mi è più che sufficiente.

      p.s. Io le “antenne” della lumaca le ho sempre chiamate corna.

      • llmezzanottell scrive:

        Marco, vorrei tanto che le lumache avessero un paio di corna appuntite e taglienti, almeno potrebbero difendersi meglio o comunque avere maggior rispetto….sai com’è, sempre per restare in tema di questa favola metaforica.

      • attraverso scrive:

        Ma le lumache mica sono poi così indifese… comunque su wikipedia, per quanto possa valere, sono chiamati tentacoli🙂. Diavolo, né corna né antenne.

  3. llmezzanottell scrive:

    Ecco ti pareva…wiki, wiki..ma se si chiamano tentacoli, a che capperi servono alla lumaca? ?-?* Non mi risultano siano prensili, bah.

    • attraverso scrive:

      Ma che ne so è che ognuno chiama le cose come gli pare. Facciamo così quelle cose lì servono per tenerci su gli occhi e si muovono per cui a ben vedere non ho mai visto delle corna mobili ne delle antenne con su degli occhi però per essere tentacoli non sono prensili e allora quello di destra lo chiameremo Ugo e quello di sinistra Adele che poi si sposano e vanno a vivere vicino a Vigevano e aprono una fabbrica di scarpe.

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