Sedimenti

Pubblicato: 18 gennaio 2012 da Gianluca Corbellini in scrivere

E poi iniziammo a camminare
improvvisando centimetri siderali
come si improvvisano le parole
il più delle volte non revocabili

dettagli
che un giorno, chissà, ci serviranno
per un ritorno
con lo stesso odore di terra di adesso

tornare da cosa poi ?
dalle rive opposte
che non coniugano mai. Dai margini di un foglio
privo di qualsiasi significato.

L’appartenenza a un che
non ha perché da svelare
ma solo sedimenti da raccogliere

commenti
  1. come un work in progress in continua evoluzione – quello che abbiamo lasciato è ciò che siamo.
    Non revocabile, assolutamente. Compiuta e molto bella.

  2. ciprea scrive:

    interessante perché lascia aperti dei varchi, anche se devo dire mi convincono molto di più le prime due strofe.

    E poi iniziammo a camminare
    improvvisando centimetri siderali
    come si improvvisano le parole
    il più delle volte non revocabili

    dettagli
    che un giorno, chissà, ci serviranno
    per un ritorno
    con lo stesso odore di terra di adesso

  3. margotcroce scrive:

    a me piace tutta..la trovo bellissima, nella sua stesura pulita. nella sua luminosa espansione
    una poesia che non mi stancherei mai di leggere

  4. morfea scrive:

    arriva dritta, la tua scrittura è cielo limpido ed è bellissimo

  5. Grazie a tutti, è un periodo di silenzio ma è comunque un piacere lasciare un’orma in questi luoghi.

  6. llmezzanottell scrive:

    Spero davvero sia solo un periodo temporaneo di silenzio, e non di sedimentazione. Fossile non ti ci vedo , smile.

  7. francesa coppola scrive:

    devo dire che mi è piaciuta molto, anche se ho dovuto leggerla varie volte e “sedimentarla” anch’io. Come a camminare e poi ritrovarsi al solito punto di partenza e le domande non diminuiscono ma aumentano, per poi capire che le risposte sono da raccogliere in noi.

  8. 00chicca00 scrive:

    sedimenti da raccogliere, già
    sedimenti tra una riva e l’altra sì
    e poi quel
    “tornare da cosa poi ?”
    ha una forza grande è l’epicentro di un forse impossibile doloroso tornare
    bella davvero
    chicca

  9. samoaintutu scrive:

    Di questo testo mi piace il modo col quale coglie il movimento irrevocabile che ogni parola necessaria opera in poesia,ovvero il porre una differita tra il soggetto mentre scrive e il medesimo dopo che ha scritto. Come cambiare pelle centimetro a centimetro. Infinetisimali scarti,sedimenti di senso che ci fotografano e ci ritrasmettono l’immagine di noi al termine di ogni ” parto ” . Siamo un po’ figli di noi stessi alla fine di ogni poesia e sedimento pure. Ed è bello il suo concludersi in un diniego ad ogni perchè ( d’altra parte la domanda è il sentiero scelto millenni fa lungo un bivio che presentava ben più fruttifere possibilità,limitandoci ) preferendo l’insieme e il ricomporsi di un insieme ( che per altro è il senso stesso del termine ” simbolo ” così necessario in poesia ).
    Una composizione profonda Gianluca alla quale mi risulta perciò difficile perdonare il sovrappiù aggettivale di ” siderali ” o quel bruttissimo e vezzoso ” chissà “.

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