Caro Diaro (4)

Pubblicato: 12 gennaio 2012 da attraverso in scrittura
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Ore 9:00

Ieri ho parlato con Clara per almeno tre ore di un paio di correzioni che ha apportato allo spettacolo che non mi sono piaciute. Alla fine abbiamo quasi litigato lei continua a rimproverarmi la mia cupezza e io il suo mondo alla Hello Kitty, in realtà ci piace semplicemente punzecchiarci un po’  e questi litigi possono durare anche giorni, alle volte, però poi alla fine si torna sempre.
La cosa strana del nostro rapporto è che mia moglie,  gelosa anche della badante polacca con i baffi di sua mamma,  non lo è di Clara. Cioè passo più tempo con Clara che con lei eppure lei non la vede come una minaccia. Un giorno o l’altro dovrò sviscerare questa cosa.
Intanto il litigio di ieri ha generato, stanotte, una strana sequenza di sogni, come il delirio di un moribondo, che poi stamattina ho dovuto vomitare, nel vero senso della parola, su di un foglio di carta bianca. Nel sogno c’era Rosa e di Clara nemmeno l’ombra, fisicamente, eppure Rosa nel sogno era Clara.

Rosa bella come belle sono le rose…
Rosa verde c’è un rubinetto che perde
Rosa rossa formaggio in fossa.
Rosa scarlatta ci sta la matta.
Rosa nera scende la sera sale la notte comunicano incertezze i fuochi accesi nella brezza dell’estate poverina che prendi le botte.
Rosa contadina abbassi la china scende la testa scuoti il tappeto copri te stesso fuori c’è un fiore che spunta dall’alba hai in mano un crostino con sopra del burro un po’ di salmone mangi in silenzio guardi lontano.
Rosa camuna starnuto d’istinto.
Rosa rosa la metti in un vaso.
Rosa gialla è aperta la stalla escon le mucche con dietro i vitelli due tori a distanza galline che razzolano un maiale in un nido che spegne una cicca un cipresso arrostito con sopra una cappa che vira e si stappa spumante d’annata.
Rosa al volante coda costante.
Rosa blu un orologio a cucù.
Rosa che piange e si dispera e poi si spoglia in una balera con tutti gli amici che ridono attorno un paio si toccan due o tre consultano agende è ora di spegnere i lucci nei fiumi e attendere soli che venga poi a galla la palla di pelle di pollo fatta da apollo baciando rosa sul collo.
Rosa isolata dentro una strada
Rosa che uccide i colori e gli odori.
Rosa d’argento per ogni tormento.
Rosa placcata nell’oro di marzo.
Rosa che il bimbo si guarda le mani e scopre che ha scritto un poema di segni un dito alla volta vicino alla scala una mano che ride ed una che incalza i corpi che piovono dall’alto in un fiume ci sono pendenti che al collo fan male guarda se è ora di alzarsi dal letto
Rosa che dorme guardando un cuscino
Rosa si mette tra te e la luna e aspetta che un gatto passi per la cruna di una collina dipinta su un foglio di carta.
Rosa che sogna il sogno che si trasforma in un incubo e l’incubo in realtà e la realtà nel cuore di un gelato alla vaniglia
Rosa che lecca il gelato.
Il gelato che si scioglie in piccole scaglie che cadono a terra e sgambettano via passando uno alla volta tra il cuscino di raso e le dita nel naso.

Mi sa che l’aggiungo allo spettacolo, magari sotto forma di poesia urlata guando Jorge esce dal buco al posto dell’ode alla sconfitta.
Devo dirlo a Clara.
Adesso la chiamo.

commenti
  1. llmezzanottell scrive:

    Oddio un mondo alla Hello Kitty, rabbrividisco! E’ che la gattina giapponese ha tutto fuorchè del felino e chi non ha nulla di felino difficilmente può concludere qualcosa. Infatti mi sembri innamorato di Rosa. ” Rosa scarlatta ci sta la matta”…sarà per questo!

  2. margotcroce scrive:

    questa seconda pagina mi piace molto di più Atty…bello il quasi limerick su Rosa
    traspare il realismo di una pagina di diario… nel suo surrealismo di vita

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