Di quelle stoffe umide

Pubblicato: 8 gennaio 2012 da morfea in scrittura
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Raccontami – di questo
volersi lasciare la notte
alle spalle
io che sono un raccolto strappato coi denti
acciaio conficcato nella voce

-ti dico de i tempi che si rigirano le dita
partecipando all’ostia dura nelle bocche-
il freddo ricorda
l’ombra più folle

[un certo addio, si riprende le stoffe
e ti denuda – come una febbre
avvelenata dai vuoti
-che non sono altro che noi]

commenti
  1. margotcroce scrive:

    magicamente dolente…come sempre il tuo verso…molto bella la quartina finale

    mi ricorda le poesia di Dommaccia…una delle mie poetesse preferite

  2. llmezzanottell scrive:

    il freddo ricorda
    l’ombra più folle
    ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,, di un raccolto/racconto strappato coi denti.

    Siamo raccolto e racconto spesso infilzati dall’inevitabile. Un dire siderale eppur carnale. come sempre cara M.

  3. ciprea scrive:

    con i tuoi versi sei il buio che bagna le labbra con una lama

  4. la quartina finale in parentesi- bellissima-
    e tutto il tuo incedere, che graffia come grandine il raccolto del tuo calore.
    il fiore congelato del tuo poetare nudo, che rivela l’ambivalente forza, che soffia come vento freddo
    e divampa come fiamma altresì accesa, in un mix straordinario di vapori caldi esalati dal desiderio consumato e dal tuo essere pienamente donna nel saperti concedere con il gelido sguardo di chi non teme…..grazie

  5. morfea scrive:

    grazie a voi.
    per come mi leggete.
    negli anni e negli anni.

  6. domandedibambu scrive:

    ciao Morfea
    è bello rirovarsi
    io mi sono un po’ persa dietro la stoffaccia del mio corpo che comincia a dare segni di squilibrio estremo
    la tua poe è davvero speciale, a partire dal titolo
    tutto è così sacro: la nostra essenza vitale delicata, non ci si fanno le ossa mai, rimangono sempre ossa sofferenti, le mezze misure le veste chi non ha niente da perdere pensando di avere tutto da guadagnare… gli abiti stanno a pennello a chi ignora…
    ti vedo nel buio delle fauci
    rannicchiata e legata a quella tua essenza primordiale, sofferente ma forte
    le stoffe umide di pianto, lacerate dal dolore cambiano mollette e fili, luoghi e tempi di asciugatura
    ma il tuo mare resta al sole, nonstante le maree

    ciao
    bacin

  7. Sarà che questo momento tutto ciò che è oscuro e “vissuto” mi coinvolge, sarà la forma, un marchio di fabbrica il tuo…troppi sarà…mi piace tutta e mi piace assistere al tuo continuo rovistare nei meandri dell’emozione.

  8. immagini ben delineate ( e che vanno a “conficcarsi”)

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