ERA FINITA LA BREVE FIORITURA

Pubblicato: 9 novembre 2011 da The Cats Will Know in scrivere

Era finita la breve fioritura,
e era il culmine del giorno
sopra il riflesso della montagna in fiamme:
il suo vero significato,
il momento della resa…

Qui era l'infiammato punto.
la acqua ferma e il viluppo di radici,
quell'ombra del cappio
  (e l'aspirato ago,
i muti sarcolemmi nella gola).
Amante della distanza
nell'ultima tana si acceca,
pesa il tragico sogno
-nell'intrico delle deformità, in quell'icore.
Bramavano essi tutti di farsi inghiottire
da qualcosa più grande di loro,
per conoscere il cuore di questo spazio, di questo silenzio:
la reliquia sottile,
una tensione vitrea nel libro estremo,
tutta quella disnatura
( con la luna colore di sangue
che sorge nel deserto).

commenti
  1. llMezZanottEll scrive:

    Sempre spettacolari i tuoi anfratti, scenografie sorprendenti.Domaccia mea dilecta !

  2. DOMACCIA scrive:

    a me, invece, giunge come "extra"la tua appassionata convinta lettura apprezzante, carissima !!:-)) ti ringrazio davvero tanto, non male quello che mi dici, ehh:-))[ e non per mero incensamento narcisistico, niente affatto…ben altro

    ciao, un caro saluto, un abbraccio

  3. marcomiconi scrive:

    Si ritrovo il linguaggio spinto all’eccesso,verso una tensione linguistica e semantica che flirta abilmente con il kitsch per proiettarsi verso una dimensione mistica che non dimentica l’umana ironia.
    E qui la montagna in fiamme sembra trampolino di lancio verso l’indagine di quello spazio ( siderale) che risucchia e abbandona nel silenzio ( ed è curioso come una lingua poetica così carica vada a lambire proprio il silenzio ) .
    Una scrittura sempre originale coraggiosa.

  4. DOMACCIA scrive:

    innanzitutto, gentile marcomiconi, un caro saluto a te, dopo un po' di tempo, ehh:-)
    le tue osservazioni le trovo interessanti e ben "meditate", la mia attenzione in questo caso va a quella che definisci come "è ben curioso come una lingua poetica così carica vada a lambire proprio il silenzio": io la trovo una frase profondamente significativa , che mi colpisce molto, in quanto spiazzante e nel contempo "vera"
    vedo che hai mantenuto la tua acutezza, oltre la generosità ehh:-))

  5. darbedat scrive:

    Scrivere  non scrivere ,   quale è la risposta:
    se sia più nobile per la mente patire
    i colpi e i dardi dell’atroce fortuna
    o prendere le armi contro un mare di guai
    e resistendovi terminarli? Morire, dormire –
    niente più; e con un sonno dire fine
    all’angoscia e ai mille collassi naturali
    che la carne eredita; questo è un compimento
    da desiderarsi devotamente. Morire, dormire.
    Dormire, forse sognare, ah, è qui l’incaglio.
    Perché in quel sonno di morte quali sogni sopravvengano,
    liberati che ci siamo di questa spirale mortale,
    deve farci indugiare; ecco il riguardo
    che rende la calamità così longeva.

    scrivere o non scrivere

  6. DOMACCIA scrive:

    ma lo sai, gentile darbedat, che l'essere tu intervenuto con tali "impegnative "parole – che certo sono da riportarsi intendersi "shakespearianamente"
    mi lascia con un brivido tormentoso che forse neanche mi permetterà di prendere sonno,  talmente io mi sento trafitta interiormente dalla loro terribilità sempre drammaticamente attuale/eterna??

  7. Skye1 scrive:

    Mi piacciono: l'individuazione del momento, nel prologo.
    E quel bellissimo contrasto tra dinamismo e staticità che costruisce una sospensione del tempo in cui, in un punto che tu poni a infinito, tutto accade. O meglio, tutto può accadere. Poiché dai "frizzi" lessicali che impieghi quel che sprigioni è alta potenzialità, come tu avessi disposto nel silenzio le immagini di polvere pirica pronta ad esplodere in fiamme di colore.
    Ecco: la potenza delle immagini nello spazio….nel silenzio. Mi ricorda l'immensità universale e umanissima di Leopardi. Non so se questo accostamento può farti piacere ma è questo che ci ho sentito.
    Bello anche il costrutto che si con-catena in assonanze, dove di gutturali, dove di sibilanti. Appunto: silenzi e mormorii di cose.

    Come piace a me.

  8. darbedat scrive:

    Ho spento da tempo l’attenzione   al bello, e ho tolto parere  al mio piacere, dunque  quel che vorrei trovare ogni volta è ciò che mi fa crescere, ciò che potrebbe portare la mia vista un po più in alto  si da  mostrarmi un orizzonte ampio.E sembra la schiena di shakespeare a indicarmi nel dubbio  la strada del continuo lasciare …-Perché in quel sonno di morte quali sogni sopravvengano,
    liberati che ci siamo di questa spirale mortale,
    deve farci indugiare; ecco il riguardo
    che rende la calamità così longeva.-

    .. è in  queste parole trovo monito che obbliga  a lasciare il sonno e le  sue morbidi labbra del sogno gia fatto.

  9. almerighi scrive:

    non si deve mai perdere attenzione al bello e qui ce n'è a piene mani: hai la capacità di trasformare termini vintage e un po' kitsch in veri e propri neologismi, d'altra parte è così, l'ho sentito dire di recente anche da Ramat, più che altro la poesia è linguaggio che acquisisce suono e significato nuovo. D'altra parte il tuo ultimo libro è proprio incentrato su questo, sulla parola

  10. darbedat scrive:

    Mi spiego meglio: dare al piacere il visto di passaggio  significa  scrivere alla maniera di…fino ad ammiccarne senso; e,  poi, il bello  non è nell’oggetto ma  nella tensione , non è un abbellimento  ma è togliere ,lasciare.
    Così  mi aspetterei che si imparasse la lezione di Borges e del suo Menard. Quel che ne viene  è l’attenzione  non alle parole  ma al tempo  trascorso  e al mio essere qui  in un punto comunque anacronistico e differito , e io  a valutarne la distanza  per coglierne  atti la possibilità di atti futuri.  

  11. DOMACCIA scrive:

    Quanto a Skye1:-)) un grazie per l'attenzione e per il commento ricchissimo, di cui dovrei praticamente quotare il tutto:tue cose interessanti, tipo concetto dinamismo/staticità, alta potenzialità pronta all'"esplosione", dal silenzio mormorii, quell'accenno ( !!) a una possibile evocazione all"immensità universale e umanissima " di Leopardi( no, non mi dispiace un qualsiasi minimale ambiguo accostamento, niente affatto:-))
    e poi, quell'acutissimo riportare alla struttura stilistica..( grazie dell'osservazione su questo punto)
    insomma, tutte analisi che mi gratificano facendomi nel contempo meditare sempre più sul mio "dire"
    un mio grazie altrettanto "ricco" ( e caloroso e affettuoso

    un carissimo saluto a Skye1( e un abbraccio!

  12. DOMACCIA scrive:

    colgo invece l'occasione per riconoscere di non riuscire a ribattere in modo complessivo ai nuovi interventi gentile darbedat:-((
    il suo linguaggio e i suoi argomenti mi giungono- oltre che complessi e stratificati- criptici e a questo punto mi danno l'impressione di un possibile fraintendimento da parte mia, come se le sue parole si riferissero a un suo discorso generalista e non specificatamente al mio post in questione, insomma sarà per un'altra volta, ehh  :-))

  13. DOMACCIA scrive:

    ciao, carissimo Almerighi: sono molto contenta del fatto che tu hai "notato" il mio tentativo- di ricerca e di sostanza- di dare voce alla "parola", sia pure a mio modo( da sempre reputo essenziale il tentativo di strutturare uno stile, ognuno a suo modo, essendo ogni voce irriducibile

    ciao, grazie sempre a te per la costante attenzione miei riguardi:-))

  14. Morfea77 scrive:

    come dis_veli in sequenza
    la natura dolorosa di certe parole
     ci sento il colore e il sangue
    leggendoti

  15. DOMACCIA scrive:

    carissima morfea, trovo che tu mi fai sempre commenti concisi, profondi:li definirei "pregnanti", che vanno al punto,, e poi, ti sento convinta, quindi grazie doppiamente!!
    un carissimo saluto, con abbraccio:-))

  16. darbedat scrive:

    Discorso generalista…mi piace. No Domaccia mi sto propri riferendo al tuo testo e ad alcuni contenuti mostrati dai commenti. In particolare mi riferisco … alla tensione al Bello.
    Il mio parere  è che nell’ era di Photoshop, e dei tanti Baricco che insegnano a fare i cocktail di scrittura creativa, parlare di bello  è inconsistente, e destinata  ad approdare nel gusto  e quindi  tutti a  fare liste, questo mi piace  quello non mi piace. E poi  il Bello dovrebbe  confrontarsi con il Brutto  e saremo ancora al punto di partenza tutti  a mostrare il nostro campione(alla maniera di), sdraiato   fra le nostre parole  per diffenderle e mostrarle vere e originali.
     La Poesia, qui in senso generale, o generalista devidi tu, non mi piace è una licenza  a uccidere che  andrebbe concessa a pochi,  forse a nessuno, dovrebbe circolare  in terra sconsacrata e basta. Quel che sostengo,  tolto di mezzo il Bello, è che nel contemporaneo l’ interessante  non è concentrarsi  sulla Forma, ma nel Formare perche sono cambiati i modi  di percepire  e il nostro rapporto con il tempo, sono cambiate le tecniche e le nostre capacità di scelta. Ho il dubbio che  ci intenessi di più –appartenere- e non il saper scegliere.
     

  17. imaginaire scrive:

    mi trasmette la sensazione di un'era languida (come la nostra) ma dove sotto, sotto, arde la brace.

  18. DOMACCIA scrive:

    Gentile imaginarie grazie per la lettura: "arde sotto le braci", sì, non ho però inteso fine in fondo quel "languida"[ io direi "altamente estenuata", spossata..
    un saluto, grazie

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