I fantasmi della fortezza di Kronborg

Pubblicato: 3 novembre 2011 da The Cats Will Know in scrivere
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Atto primo, Scena I
Eco stridente: come il destino decise per Amleto

Intingo la ferita
sfilando silenzi all’erba viva

spettrale lo stiletto
che resta
di denti alle parole.

Atto primo, Scena II
Intimo: come il destino decise per Ofelia

Quel senso
mi segna il corpo
nei contorni

quasi non esistessi
che per aria cagionevole
nei risvolti indulgenti
d’una rosa.

Atto secondo, Scena I
Memento mori: come il passato è già qui

Amleto fissò Yorick sull’uscio
due occhi
nelle orbite lacrimali. Dentro era buio.
              Fessurazioni del tempo?
gli domandò frontalmente

una scatola è pur sola
di qualche folle colpa.

Atto secondo, Scena II
Legittima indifesa: come non c’è presente

Confessa

quale primula di fiume intrecci anemoni
al corpo di nulla e di pianti
quale canto diparte dal cuore segreto
ai salici riflessi pallidi.

Ammetti

il labirinto d’emozioni
apre l’urlo prolungato a stanze vuote
a incastri della mente, a fango e notte
là dove nascono le primavere.

Ma non è qui, Ofelia
sonno o sogno
paese inesplorato. Non c’è tempo.

Atto III, Scena sospesa
Myosotis: di noi che non siamo

              
Poi un giorno è nel bozzolo
il freddo spigato

mentre dormi
ti accarezzo il pensiero triste
e lo divoro
alle spalle ingiallite dei ricorda
               senti dire le foglie d’ardesia, d’ardesia
gli occhi scavati
e lì riposti
nella terra incarnata, scelta per noi
d’un fosso di gora.

         “Non siamo nati che dopo la notte
                    qui amiamo la notte che mai ci perde ”

commenti
  1. chiccama scrive:

    beh con questo nick mi suoni diversa ma credo tu sia sempre quella che io conosco🙂 , mi piace sempre pensarti tra l'erica irlandese!!
    molto bella come sempre
    io ho nei confronti del tuo scrivere un amore viscerale, ma ormai lo sai e quasta tua è starordinaria
    visionaria e surreale, appassionata e intensa dove i fantasmi diventano palpabili nelle nostre stanze…
    maybe the Impossibility of certainty….maybe
    un abbraccio
    chicca

  2. llMezZanottEll scrive:

    Proprio vero che la poesia nasce da sentinelle che vigilano in solitudine. E' un pezzo notevolissimo Stef ,che sorprende per la morbidezza e la liricità del linguaggio,  in quel suo sguardo profondamente trasversale e condensato in immagini inedite. E' una scrittura delicatamente femminea e nuda,  che non solo interpreta, ma che anche soprattutto traduce la realtà dentro e fuori le sue griglie. E quella delicatezza avvolgente è vitalismo biologico-lirico, che con il suo scorrere setoso abbraccia senza alcun eccesso l'eco violento del messaggio di fondo. Emblematico e fascinoso anche il titolo. Proprio bella. Un abbraccio , b.

  3. Eurin0me scrive:

    Ho sempre amato queste poesie piene di sovrastrutture. Un continuo dipanarsi di emozioni che non tralasciano di certo le sinapsi del cervello, che lavora eccome. Ottima anche dal punto di vista stilistico.

  4. Morfea77 scrive:

    questi attimi in atti.
    che dalla ferita al freddo spigato spinge a rientrare ed uscire in una cucitura perfetta.
    bellissima poli*

  5. almerighi scrive:

    qualcuno un po' più in alto sa scorgere poesia a differenza di chi ne è lontan anche quando ci si scontra, io ne farei qualcosa di più lungo, sarà forse un consigli odel tutto inutile e dissennato, ma ci preverei

  6. imaginaire scrive:

    hai una scrittura molto elegante e avvolgente.

  7. marcomiconi scrive:

    Chissà. A te non avri mai affibbiato l’aggettivo ” difficile” . Ma qui si.
    Nel senso che sento una complessità nel testo che mi spinge a rileggerlo ed ogni volta manco l’appiglio. Forse sbaglio l’approccio ,prendendo e pretendendo il riferimento.
    Ma avverto che per chi scrive è come cibo .

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