Concerti

Pubblicato: 2 novembre 2011 da The Cats Will Know in scrivere
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Avresti ricordato tutte le case di vacanza
di quali onde ne furono concerto, quali fili d’erba
oppure pagine nel letto, di nomi, di paura

di mostrare consensi ai voli dei falchi
di stringere nel pugno i voli dei falchi
 
E gli anni a passare come ringhiere, come
poveri cristi attorno, a spogliare soggetti

tanto più  in fondo quanto
il tempo

di essere stati bambini, a darci la  mano
così  stretta da spuntarla sempre, con il dolore

Non sarò più nulla né nessuno, per definizione
di chi lapida slanci, affetti, libero arbitrio

 
i luoghi
così come li sento
ritratti da quel giardino, che lasciai

coi suoi concerti di onde e fili d'erba
 
Mi chiamano a ballare , mi chiamano a ballare la mia cecità

avanzerò un fantasma, un nome, un rimasuglio o pensiero
che apra quattro mani ai rintocchi del mio seppellire

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commenti
  1. almerighi ha detto:

    questa è classe, senza dubbio

  2. llMezZanottEll ha detto:

    Grigio perla, stupenda!

  3. Morfea77 ha detto:

    posso solo allinearmi agli altri due.
    una perla.

  4. Eurin0me ha detto:

    Gran bella poesia. Coraggiosa per l'uso ripetuto di termini senza la paura di chi scrive con le mani tremolanti. Un testo che basa la sua forza sul momento emozionale che rende un pendolo la lettura.
    JM

  5. marcomiconi ha detto:

    Si incrina di oscurità proprio sul finale,mentre tutto il prima opera lieve su filamenti di memoria e sinestesie accentate di malinconica forza evocatrice.
    Sai ,per te ,come per molti persi di vista,è estremamente interessante vedere i cambiamenti poetici.

  6. imaginaire ha detto:

    davvero bella e intensa. 

  7. fil0diseta ha detto:

    Grazie a tutti. Vengo da un periodo di "solitudine poetica" e i vostri consensi mi fanno un gran piacere.

    #JM: proprio quando la mano diventa ferma e si acquisisce consapevolezza, scompare la paura, sia essa delle ripetizioni, sia degli slegamenti sintattici, dell'effetto elenco.. in poesia. E' sufficiente che tutto faccia parte del ritmo che tu bene hai individuato e paragonato a quello del pendolo.. aggiungerei con qualche cadenzata variante. Grazie di cuore a te.

    # Marco, eh già i cambiamenti poetici! E quanti percorsi compiuti o solo esplorati durante tutto questo tempo. Sicuramente pubblicherò qualcosa e ne parleremo.
    Riguardo questo testo, ciò che dici l'ho proprio sentito, mentre scrivevo. Come se su tutto passasse una spugna intinta nel colore scuro, mettendo una barriera tra me e la memoria narrante.

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