8 marzo o del ventre infertile

Pubblicato: 10 marzo 2009 da The Cats Will Know in scrivere
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Legarono le corde vocali fuori dal giardino dove elencava le campanelle – belle –
il badante pensò di farla internare la prima volta che la Suicida non volle stenografare.
Crisi uterina. Pianse per l’utero sua madre.

Uccise la bambina per esubero di popolazione

/il re sarebbe morto senza un erede, la colpevole ghigliottinata per ventre infertile
– scuoiato crudo infertile – /.

Bambine care lo spazio è bianco per il vostro nome
fra un "o" e l’altra Sylvia si uccide
urgeva l’intermittenza nei suoi occhi

di farsi gridare

/Eppure non mancava la compiacenza che si offre a un animale/.

Domestica è elencare le campanelle – belle – signore per questo un filo di voce lascia bisbigliare
nella latitudine concessa del cortile resto incinta di parole.
Scoppiavo senza partorire, quel giorno l’ostretico pensava al ciliegio da potare
diranno che muore per l’innamorato incollato a cuore
dirò "per essere sono dovuta crepare".

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commenti
  1. NuoveForme ha detto:

    una ballata macabra molto evocativa dalle caratteristiche sceniche del grand guignol, e arrangiata per l’arco di un paesaggio gotico-romantico dove i corpi sono le assonanze delle voci che si dividono nell’aria.

    Mi è piaciuta

  2. Ellerslie ha detto:

    Grazie Ste, questo sfogo, scritto senza essere rivisto sull’onda di un grande furore, ho deciso che sarà il mio personale manifesto neo-femminista.

  3. Ciglie ha detto:

    Molto bella, lascia un senso di crudezza materiale e schiettezza mentale che non sono facili da rendere. Posso dire che pe rme è un testo più maturo rispetto ad altri tuoi, scusa il paragone ma come dire c’è più risentimento forse, meno ricercatezza fine a se stessa per rimanere veramente con ciò che conta. Da rileggere, e lo farò, per coglierne sempre più la dinamica creante.

  4. eallaigamma ha detto:

    anzitutto sottoscrivo :-), il manifesto intendo
    e anche il commento di Carlo.
    La trovo densa, materica, molto femminile, ma non di quel femminile enunciato da metafore che si dicono “femminili”, ma sono solo piuttosto “isteriche” (se mi passi il termine).
    Qui invece l’utero c’è tutto ed è appunto un tutto di pancia. In particolare colpita dall’incipit con quelle “campanelle belle”, a richiamare nel suono pecorelle o caprette, agnelline sacrificali e magari (anche)partecipi del sacrificio (compiacenti, di quella compiacenza che si offre ad un animale. purtroppo e non solo)
    Analogamente mi piace tutta e moltissimo, la strofa finale
    e tutta insomma, alla fine e e per il passaggio sulla condizione diversa già dalla nascita (si uccidono le neonate, si ripudiano le madri se non danno figli).

    Davvero una gran bel post.
    Complimenti Ellerslie.
    ciao

  5. Ellerslie ha detto:

    Io vi ringrazio perché non me l’aspettavo e perchè la rabbia e la furia mi dominano sempre quando tocco l’argomento. Anche ora. E in fin dei conti l’argomento siamo io e te Margherita, anche noi.
    Poi stando nel mezzo della poesia si sentono tante teorie e c’è chi sostiene che una scrittura di pancia, istintiva e furiosa non vada bene..e io mi lascio influenzare sempre da ogni opinione con l’insicurezza che mi fiata sul collo. Ma onestamentein questo caso non avrei potuto essere meditativa, meno impulsiva o pacata. Può essere solo com’è.
    Vi bacio riconoscente per la fiducia che mi avete dato oggi.

  6. darbedat ha detto:

    si può leggere senza capirne lo sciogliere delle acque e incantarsi come demoni tronfi nell’ultima scopata, ma la polvere impedisce di vedere le trappole , le insidie delle dimore quiete
    si ,siamo tutti pronti a mostrarci “Liberi” e poi ancora “liberi e gentili”, popolo eletto oppure americani…o meglio tibetano. Io, io non so se il grido che mi partorì, sia rimasto eco nel mio capire, non so se credo ancora o rimprovero il luogo comune del mio deambulare.
    potrei cancellare certamente le mie colpe e anche le tracce dei vestiti sporchi…ma è il sangue dei sacrifici, delle osservazioni astratte, il sangue del non detto, …chissà…

    ma il sole continua a splendere!

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