Anja

Pubblicato: 20 marzo 2007 da The Cats Will Know in scrivere
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La mia collaboratrice domestica ha un problema. Da almeno venti giorni la vedo sempre
più preoccupata.

Sono un uomo schivo, mi tiene in ordine casa da cinque anni e di lei non so quasi
nulla, se non il nome Anja e che viene dal’Est. Me l’aveva praticamente ceduta
la mia ex moglie. Forse preoccupata dello stato delle mie camicie.

L’ho affrontata, offrendo il mio aiuto, ove fosse stato possibile. Semplice e
tragico nella sua banalità. La vecchia madre di Anja ha finito la sabbia nella
clessidra. E’ solo questione di giorni. Ho balbettato frasi di circostanza, ma
la donna mi ha zittito bruscamente. E’, si addolorata per l’i imminente fine, ma
quello che l’angustia sono le spese per il funerale. Ha promesso alla vecchia
che la riporterà al  villaggio natale per il riposo eterno.

Migliaia di euro. I soldi che ha faticosamente messo da parte in questi anni andranno
nelle casse di un’impresa di pompe funebri.
 

No, questo ad Anja non va proprio giù.

Non sapevo più cosa dirle e mi sono rintanato nel mio ufficio.

E’ sera tardi. Squilla il telefono. E’ Anja.

Dottor De Tollis, per una settimana non verrò. Mia madre è morta.

Non faccio in tempo a bofonchiare le frasi di rito che lei sbotta: Sono stata
fortunata. Ieri mattina, in corso Traiano un TIR ha investito Marja ed è
scappato. La poveraccia è morta sul colpo. Era di un paese vicino al nostro.
Divideremo le spese con la sua famiglia. Si, sono stata fortunata.

Riaggancio meditando su carri funebri biposto.

 Decisamente nella vita capita di gioire anche per la morte. Altrui.
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commenti
  1. taughtbythirst ha detto:

    Quasi una freddura lugubre… Come la solito la allungherei… Ti segnalo un refuso: “E’, si addolorata per l’i imminente fine”…
    Se avessi un quanto basta di tempo e voglia potresti partire da queste figure appena accennate e dalle loro minimali vicende per un racconto di più ampio respuiro…

  2. Purplered ha detto:

    Un ottimo spunto sicuramente.

  3. Nablu ha detto:

    Rispetta, a mio avviso, pienamente, il motto “show, don’t tell”. E’ tutto già chiuso nella parola, senza bisogno di spiegazioni. Forse non serviva la frase di chiusura, e, in definitiva, neppure la penultima. Chiudere con “Sì,sono stata fortunata” avrebbe rafforzato maggiormente la paradossale verità che racconti.
    Sarebbe un portentoso incipit per uno scritto, sì, molto più lungo.

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