La poesia e lo spirito

Gianmario Lucini Gianmario Lucini

Giamario Lucini è un instancabile testimone di cultura ed impegno civile. In giro per l’Italia promuove attraverso i suoi libri valori smarriti o logorati dalla retorica. Lo fa da editore innovativo e da poeta sapienziale. La persona fisica di Lucini combacia perfettamente con quello che lui rappresenta. Porta la barba ieratica che lo fa assomigliare a Whitman e veste come un missionario “di pace” tanto da richiamare la figura di Alex Zanotelli. Il suo universo etico e letterario sta tutta dentro questa personalità, che non è immagine ma bandiera.

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Non ho

Pubblicato: 11 aprile 2014 da mariella tafuto in scrittura

Non ho:

– preghiere da recitare la sera
– un corpo da stringere nel letto
– il tuo sesso tra le gambe
– un’altra vita possibile
– buongiorno e un sorriso
– smettila, ti faccio il solletico!
– fammi un bacio con la lingua
– una mano sul tuo culo nudo
– cambiali in scadenza
– bilanci da mettere in pareggio
– un male curabile
– l’ufficiale giudiziario alla porta
– buonanotte e sogni d’oro

Non ho che me e un giocattolo
che non serve a nessuno.
Così mi basto.

(quel che non ho, basta e avanza)

(2006)

SHEOL12

Pubblicato: 23 gennaio 2014 da O in Uncategorized

quando pensi di non essere
e senti che
qui nessuno è il dubbio
codarde emozioni sono ruoli sovrani

quando pensi in quadrato e ti manca
la porta
recinto e valli sono sollievo per i tuoi dirupi
e quando ispessisci la tua pelle per non sentire dolore,
quando la tua voce non è più melodia ma suono muto
di coro secessionista e
tu scappi per non correre la dove le certezze sono maschere
quando il destino suona le sue note e
inverte l’andante per sentire solo marcia funebre

allora il vuoto è solo la ragion d’essere
il vento la pienezza e
tu non sai dove i tuoi piedi sfioreranno il terreno
per sentire la zolla
carcerato dentro un Si aspetti che il concerto trovi via di scampo
per la sensibile e tuono di timpani
mosso a compassione sciolga la cera per consentire transito al tuo udire
e l’inverno
non ingoi i fontanili

A lingua nan’ av l-ossu ma rump’ l-ossu
(la lingua non ha ossa e rompe le ossa)

temo note allineate in forma di meditazione e respiro di dita
perché dal mio ventre traggono tutto quello che ho e
a me non rimane che mendicare
dubbio e poi in dubbio stempero nel
mare che porta i rottami del naufragio e le parole morte di un
condottiero eletto per acclamazione
e le note di Glenn Gould che sembrano contenere certezze
ma sono solo confuso e
solo la speranza del viaggio che quelle note sottende
è respiro e dubbio di certezza

SHEOL 11

Pubblicato: 20 gennaio 2014 da O in Uncategorized

Erano urla il susseguirsi dei fatti
I vecchi consumano
le scarpe sul lato esterno
è il loro modo di rispondere, DISSE, balbettare
) …….. Al mercato la verdura è aumenta questo sabato!(
posso cogliere le sfumature della tua voce mentre parli controvento,
e i suoni modulati in parole che mostrano un punto lontano da un dio misericordioso

MaHLer ha scelto tutti gli spazi vuoti fra le note
ha costruito un muro del pianto
per preghiere inascoltate e lamentazioni di un profeta morto giovane
io, riconosco il passo caduto dagli altari per salvare il tempo
incarnato prima dell’ imminente conclusione
o
giro in tondo fra parole scarnate e dettate da giovane al telefono
cosi salgo, poi scendo, e poi corro e canto, ancora salgo per scongiurare una epidemia,
ogni tentativo di allontanarmi sembra inutile, mi ritrova ancora al punto di partenza ,
vedo mio padre bambino che cerca, incredulo, un motivo
per lasciare suo figlio come un’onda a infrangersi sull’isola

ci fu l’invasione dei clown, e chi dormiva si ricordò di essere sveglio
con opere di destrezza fece apparire magico ciò che era da sempre
normale
convocò tutti per il pellegrinaggio successivo.
Io segui l’odore di piscio per dimenticare l’armonia e le melodie sdolcinate
e le canzoni rap dal moralismo adeguato fino all’ultimo vagone.
Lasciai cadere gocce del mio sangue per essere certo di non riconoscere la via del ritorno.
Non so tradurre il suono di mille cavallette e la fame dei ratti lasciati a banchettare… ma riconosco la mano che trappa la vita passata al porto ad aspettare l’arrivo di una nave da corsa .

SHEOL10

Pubblicato: 3 dicembre 2013 da O in Uncategorized

dopo la morte di mio padre
un solco mostrò la t e r r a
presa in altre mani
mia madre lo seguì, era il suo modo di amarlo
lo amò per i suoi occhi cerulei
che continuavano a chiedere
lo amò con la sua mano ferma e i capelli neri
certa nel sapere, certa nel tempo perpetuo di un figlio riconosciuto nella morte
proprio, e prima che il morire lo raccontasse vivo
non riuscì a pronunciare per se dolore

dopo la morte di mio padre
desiderai un orizzonte chiamato
s o l o
per il suo ciclico rappresentarsi
u g u a l e
per il suo chiudersi e aggrumarsi come sangue munto
colostro

dopo la morte , mio padre
urlò
alzati,
pica, era l’impulso a mangiare qualsiasi cosa
ma per lui era la gazza
per me un racconto,
prima, richiesta di un dio inconosciuto

dopo, la morte di mio padre

SHEOL9

Pubblicato: 10 ottobre 2013 da O in Uncategorized

Capire nell’ora terza

capire nell’ora terza è
ammissione di colpevolezza
è aver capito che il piatto cade
rotto nel gioco delle eteree regole
è come ultima risorsa

Tatto in cerca di
rabdomanti che vogliano
indicarmi la soluzione per sanare il misfatto
ma è sempre diverso il rimedio
e sempre le mie spalle volgono a oriente e il ventre affamato
rivela dei grigi la condizione normale per la mia cecità
e il guaire di cane
la mia guida

Fiuto
con i miei errori, la mia guida e un fedele bastone
che all’occorrenza è serpe per giullare
[coscienza del potere che non sbaglia
conoscenza che non ha rispetto del respiro del vecchio
o della mano di un bambino
e inchini, toccatine
ammiccamenti e sdolcinate adulazioni
e ccà niscjuno e fess’
lardo che ingrassa e
trastulli per un caffe ..a ’qu-ant’ è bbuono o’ ccafè]

e aspetto la pena
l’esemplare condanna per i miei vizi i miei pensieri
in scatole cinesi
la cicuta risanatrice dei suoli violati
delle idee azzardate e
dei perchè ingiustificati

Posso essere un “sacchetto ” il nulla ingombrante
ma non l’appestato da pensieri

è l’unica ricchezza che non batte moneta.

Qui solo gioco d’azzardo e bische clandestine
i pensieri liberano
e chi è libero non ha nulla da perdere

Il mio bastone , segna tracce di acqua nel fuoco del deserto
la terra di scambio
la terra che ascolta le parole
riempie l’esodo di voci confuse
le regole possono essere l’assenza

capire nell’ora terza è
ammissione di colpevolezza
è aver capito che il piatto cade
rotto nel gioco delle eteree regole

è come ultima risorsa
in reditàt i vuòj vuòiti,
i àbith ch’a nasin
dei me tamari sudòurs*

*Lascio in eredità …gli occhi vuoti, i vestiti che odorano dei miei rozzi sudori.

SHEOL 8

Pubblicato: 6 ottobre 2013 da O in Uncategorized

affermare le ragioni di una radura é esistere

inciso con le unghie su un blocco di granito
il monito indicava la strada prossima e futuro, senza equivoci,

un pellegrino che passava di li, chiese, a un vecchio cieco seduto in prossimità del blocco, cosa volesse significare e se fosse una direzione utile ai pellegrini.
-tu che non hai bisogno della vista , aggiunse, e scegli una direzione solo fiutando, come fa il cane prima di intraprendere la corsa,cosa mi consigli?-
Il vecchio chiese al viandante di leggergli la frase scritta sulla pietra, poi
rispose,
-certo che indica la direzione, ma tu penso debba tornare indietro-
il viandante rimase basito, ma lo stupore non impietosì il suo orgoglio quindi
replicò: – ma su quali basi,tu, poggi la risposta?-
Il vecchio senza mai spostare il suo sguardo dritto davanti a se, continuò: nel rileggere la frase tu hai posto accento sulla parola- radura- come se subissi il significato e la forma. Hai mostrato il timore per un luogo aperto e sconosciuto, privo di sicurezze apparenti e di motivi del sopravvivere. La tua voce cercava sicurezza, per il tuo passo, e scarpe comode per camminare, dunque tutto questo è dato dal conosciuto da quattro pareti brevi e con finestre simili a cannocchiali per vedere senza essere visto.

Il viandante non capì, anzi giudicò la risposta priva di senso e non appropriata. Come poteva giudicarlo pavido, lui che stava affondando i suoi passi nella ricerca di se , certo la strada era ancora lunga e Jaco non mostrava le sue orme. ma ,anche se aver intrapreso la via non ne faceva di lui un pellegrino , lo poneva pronto.
Il viandante,senza mostrare il turbamento, e la cecità del vecchio, interrogò ancora:
-tu hai percorso quella via , perché non mi mostri le insidie e le prossime mete…-
-come potrei , lo interruppe subito il cieco:… tu mostri solo i tuoi chicchi e io non posso offrirti terre per raccolti. La radura sono io, continuò,in ciò che tu vedi e non posso mostrarti nulla di ciò che non ho mai visto, di ciò che ho già vissuto-
il viandante rimase in silenzio per qualche istante, poi con un tono irritato per l’atteggiamento provocatorio del cieco aggiunse.
-Ma avrai avuto una guida, avrai ascoltato racconti, avrai, insomma, costruito la tua via allineando pietre per il riposo e sapori!-
tu lo hai detto, ho allineato la mia via
vecchio quale è il tuo nome

morte!, fu la risposta

SHEOL 7

Pubblicato: 5 ottobre 2013 da O in Uncategorized

raccoglieva le parole
,
mostre di porte per atri
raccoglieva colori per sentirsi libero
sbagliava
nutriva la sua ombra per non farla apparire trasparente
svago di un nero scappato per le troppe persecuzioni
raccoglieva le parole
le allineava
senza farle incastrare
le allineava per sentirne l’odore
vuoto
serpente illuminato nelle sua squame sotto il cielo stellato
occhi che guardano limite
gli mancavano due anni alla pensione
usciva
raccoglieva le parole e le masticava come tabacco
per poi sputarle
odore di mare

ShEOL 6

Pubblicato: 30 settembre 2013 da O in Uncategorized

1
scorre il mio piede replicando movimenti assaliti da racconti
piccole bande di paese, rovistate fra le immondizie dei ricordi,
come anfetamine pronte per un predicato
lanciano trombe e un mito risolto
crosta di formaggio per topi nascosti al valium

voci a cercare
note perse
una mente spappolata e pronta a ricostruirsi fra le pause e gli armonici
pancia gonfia e pensieri usati
a dilatare narici
calpestare odori e ricamare la stessa nota
da variare cento volte come riflesso in specchio deformante

rido
e mordo l’incontro di un santo con un’apostata
l’uno condivide dell’altro la sua natura e si offre in sacrificio perenne
l’altro saluta

2 (chiusa)
[i paradossi sono ironia pura,
e le nespole?… sono solo frutta di stagione]

SHEOL 5

Pubblicato: 28 settembre 2013 da O in Uncategorized

[scivolare.
… mi chiedo come l’albume riesca a inglobare tutta quell’aria fino a renderla solida consistenza così da annullare effetto e gravità:
il cucchiaio obbedisce, io, credo fino a sobillare rivolta

Ho chiesto alle mie scarpe se fossero contente del mio girovagare e del peso che via via, rapido, e per effetto di sbilanciamento mantiene posizione eretta fino a renderci ovali portatori di masserie.

Mi sono chiesto se quei minimi contenitori di significati , le parole, potessero esser esimili a panna montata perché offerte ora dolce ora salata, potessero solcare mari cosi diversi da farci naufragare…scivolare allora non è tapparsi in naso , o incidere l’udito e la lingua fino a ridurli a semplici ornamenti. Scivolare è tutto ciò che mi costringe a essere qui e ora: senza ignorare ciò che non condivido, o non conosco]

SHEOL 4

Pubblicato: 21 settembre 2013 da O in Uncategorized

ATTO UNICO
in cinque quadri

1
Insanguino movimenti
a farne parole
santificare in segni e significati, ortus conclusus a migliorare
il sole non entra
errori congelati per la vecchiaia proiettano ombre cieche
a vanificare

ruote fatte di mille ingranaggi di gomma molle
coperte e pelli tirate sopra impalcature
e stampelle a sostenere
nulla a ricordare
se stesso se non se stesso a affermare terra arida
compressa da faglie nella giustificazione di dio

2
Raccontami una favola
che possa addormentarmi
Avanti, c’era una volta …

3 [speranza]
Nuvole sparse a indicare la prossima neve e ventagli di feste passate

[ha solo la ragione a riconoscerne il fallimento e l’avvenuto decesso]

4 [buon governo]
Allineano corpi assassinati come mattoni
a costruire casa di caccia

politico e santo

5 [buon governo]
a (contare un tempo pari a te) se ‘

A proposito di Febbre Lessicale

Pubblicato: 18 settembre 2013 da Villa Dominica Balbinot in Uncategorized

Quello che a tutti gli effetti si può considerare come primissima pubblicazione di alcuni dei miei testi poetici cioè FEBBRE LESSICALE lo si può trovare anche in formato e-book,
a questo link:

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=579343

Grazie in anticipo per l’eventuale interessamento.

DOMACCIA ( memore – e grata_ per la straordinaria
( e davvero bella, arricchente da tutti i punti di vista) esperienza presso voi, i magnifici THECATS

SHEOL 3

Pubblicato: 14 settembre 2013 da O in Uncategorized

Lu entu n’arreca li parauli e azzuppendi s’infundini
di baa angena
Li parauli ti ponini a la proa, ma no si lacani agattà candu n’ài bisognu
pa’ dummamdà Ea frisca
Lu cantaru è allonga
E lu cori no assuita
Lu cantu spigni la gana, e tu lu pientu
e
non so parauli di saori , ti oni puni la pressa
So voci di scalmentu e carrasciali ni piena la carrera

Lu entu n’arreca li parauli
pa sugghi lu locu toiu, e tu ni piddi la pena e l’algogna
Cussi Parauli no ài, pricontu e tiva tastendi lu meli in tarra cana
occhi e soli cilchi
aspittendi una boci

SHEOL 2

Pubblicato: 8 settembre 2013 da O in Uncategorized

… fodero di piombo le orecchie per trovarne d’ impronte
il battere di martelli sonanti e non sentire chiacchericcio di capra che
bruca
e in coperto di trucioli d’oro e riso candito in cipolla
lamento mando
la lingua in gusto
a tradire parole che devono,
da indigeste pietanze, trarre vantaggio.

Per stasera il prologo resta solo, con la gobba
lisa per le tante “…o mi scusiii, indicavo la Nina…
passavo, ho gradito.”(in voce stridula)
Tocco e vedo (in crescendo)
ritocco e sento
è mozart in pensieri succinti
sordo
non trova i pori di pelle di petali
ma le linee vergate in polpastrelli
dal battere rosso di labbra in cielo di amorosa Kiki
A l’heure de l’observatoire …
irrompe sguarciando il sottile velario
l’occhio-mancante-di-Polifemo.

Non vede
per la troppa polvere
di frantumi di tempo ,
di scarti di sogni
di semi lasciati per le stagioni di magra,
di presente ignorato per paura di sè…
…attenzione tempesta, buffera, ciclone andante
e ciglia in foresta di fauni, orchi e falene
attenzione per preparare incubi, disperde vapori di stilla dolciastra

Il pentolone ribolle di idee , malefizi e …
il coro è muto, per sempre lo resta perche’ apparente non vede
che è sordo in virtuali linguaggi.

SHEOL 1

Pubblicato: 4 settembre 2013 da O in Uncategorized

-tutto quello che sai fare, fallo con la tua forza, perché non c’è opera, non c’è ragionamento, non c’è sapienza la dove tu te ne andrai-
Paolo, tu sei pronto nelle sentenze e sei veloce con le tue lettere a mostrare le pareti del limite… ma sembra essere contenuto il seme della diaspora in ogni nostra azione, che pur mostrandoci uguali ci allontana come se ciascun seme, coltivato nel terreno de ‘essere giusti’, sviluppatosi e cresciuto fino a diventare albero , limitasse la vista. Affolla il paesaggio del percepire di ciascuno, così le nostre azioni sembrano operare il ‘nascondimento della foresta’ fino a nascondercela, che, pur interrogandoci , spinge nelle nostre forze impegnate a costruire mausolei della immortalità, e aggiunge pece alle nostre orecchie del sentire.
Mausolei dell’auto-celebrazione, architetture lessicali del vacuo in assenza di sapienza in ombra di noi stessi .
Vecchi siamo il peggiore dei padroni e nella debolezza nascondiamo i segni del rancore-
Vecchio non conosci che l’insipido sapore del piscio che ti lava le gambe, e pretendi essere giudice e carnefice e la tua giustizia assoluta è -immobilità-.
Cosa trovi nella morte di tanto ostile
I fratelli non si scelgono, ci sono posti accanto per mostrarci la strada, mentre i genitori che hanno scelto i loro figli e li hanno modellati come continuo desiderio di eterno, tu che non sei fratello e ormai no sei padre e madre, perché usi l’eterno dell’infamia?
Paolo dovremo parlare ancora nei prossimo giorni…